Mandato a Pandolfo Fasanella relativamente al divieto di circolazione di moneta diversa da quella coniata dalla zecca di Brindisi e alle multa previste per i trasgressori.

I Registrum Karoli I none indictionis (1265-1266), Arche, H, m. 86, n. 17, Minieri Riccio, Alcuni fatti riguardanti Carlo I d'Angiò dal 6 ag. 1252 al 30 dic. 1270, p. 11 (trans. e parz. trascriz)., I registri della Cancelleria angioina, vol. 1, a cura di Riccardo Filangieri, Napoli 1950, p. 20, nr. 51 (Napoli 1963, pp. 19-20).

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Manuela Schiano#Monica Santangelo (moni.santangel@gmail.com), L2 by EditRa 2018 Manuela Schiano#Monica Santangelo (moni.santangel@gmail.com), L2 by EditRa 2018, Alessandro De Troia (alessandrodetroia@gmail.com), Fulvio Delle Donne; Roberto Delle Donne
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( Carlo I, facendo trasferire la Zecca da Manfredonia a Brindisi, la concede ad estaglio per un anno e mezzo a Ruggiero d' Amato e Filippo Maresca di Barletta, a Costanzo d' Afflitto di Trani ed a Bisanzio di Giovanni Pantaleone di Bari.E perciò ordina a Pandolfo di Fasanella Giustiziero di Terra di Bari, di proibire "quod a Porta Roseti usque ad fines Regni alia moneta, preter aurum et monetam ipsam, quam ipsi in predicta Sicla cudi facient, nullatenus expendatur; et quod aliquis mercator argentum vel bulzonaliam de Regno extrahere non presumat; et quod publice faciat voce preconia inhibere quod nullus sit qui monetam aliam, preter aurum et monetam cusam per eos (siclarios) in Sicla predicta, expendat; et quod mercator aliquis argentum vel bulzonaliam de Regno extrahere non presumat". Ed infine gli ordina che i trasgressori siano multati di dodici once d' oro, e che agli insolvibili si faccia apporre il marchio sulla fronte con la moneta proibita. Capua, 13 maggio, ind. IX, a. 1266).