Era il tempo di luna: G. D. Giagni

Il confine, Roma-Matera, Basilicata editrice, 1976, p. 72.

1945
Sara Petta, Fulvio Delle Donne
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Informazioni sul Documento

Data del documento: 1945

Forma del manoscritto: modern_print

Genere: lyric

Fonte: literary

Testo del Documento (Italian)

1945

ERA IL TEMPO DI LUNA

Aspetta, si rifà giorno sulle nostre voci addolorate; e lungo il Corso questa notte breve posa i suoi passi, i sospiri atroci che mia madre mi dette abbandonandomi al gran cuore d'una città in festa. Un nome sulla strada mi ridesta il caldo quieto dei miei focolari, quando un cane battuto era per me un vessillo, la gloria d'un dolore nei miei campi, d'una terra perduta, e teneri fiumi, come per scherzo, lasciavano tra i lampi Castel Lagopèsole, Avigliano, e forse un grido di treni senza meta. La famiglia si rannicchiava allora sopra il fango nel mezzo della casa; era febbraio e sopra il tetto parlavano i miei morti della caccia al cinghiale, della gente d'un tempo, dei forti desideri dei pastori a Poggiocavallo. Erano notti insonni che vegliavano sul bianco dei davanzali, urlava il bue nella stoppia, cercava il vento la pace nelle serre, a tanti mali la donna curva premeva i suoi dolori con la cenere calda in mezzo all'orto.

Era il tempo di luna sui canneti, il freddo raccoglieva il fuoco spento dei nostri giorni lieti, che non trovo nella città, nel verde dei giardini a Monte Mario.

( Roma, gennaio 1945)