Uno che habia dato desenare a qualche suoi amici, li rengratia che se siano dignati de far carità cum lui, pregandoli che vogliano per l’havenire più spesso ‹… ›.

Bologna, Biblioteca Universitaria, 226 (già 272), c. 5r-v.

Cristiano Amendola, Fulvio Delle Donne
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Informazioni sul Documento

Descrizione fisica: 5r-v

Forma del manoscritto: model_letter

Testo del Documento

Ringrazia alcuni amici per aver accettato un invito a pranzo.

[5r] Uno che habia dato desenare a qualche suoi amici, li rengratia che se siano dignati de far carità1 cum lui, pregandoli che vogliano per l’havenire2 più spesso ‹… ›.

1. El se solea già per adrieto, quando uno amico andava a far carità cum uno altro, rengratiarlo del benefitio recevuto.

2. Al presente se ritrova una lege molto migliore et più condecente, se ’l mio iuditio non m’ingana, cioè che l’amico che receve l’altro è tenuto de rengratiarlo summamente, che esso se sia dignato et inclinato de farlo degno dela sua presentia et maxima auctorità.

3. Aduncha, se per refferirve gratie de tal benignità che in verso di noi haveti usato io potesse satisfare al debito mio, io ve ne refferiria assai, postoche le facultà del mio picolo ingegno non siano sufficiente. 4. Ma Idio donatore dele gratie ve meriti per noi, e concedaci de fare cossì [5v] lungamente, cum prospera et felice fortuna.

5. Siché aduncha veniti da noi, che certo, quantunque io sia debile dei bien dela fortuna, nientedimeno la dilection mia in verso voi è tanta, che largamente reputo supplisca ad ogni altro manchamento.

Note

1 far carità: 'pranzare in comune' (GDLI, s. v.carità, § 8).

2 Dahavenireprosegue nel marg. dx.