Responsione ala sopraditta dimanda cum benigna prome[ssa].

Bologna, Biblioteca Universitaria, 226 (già 272), cc. 42v-43v.

Cristiano Amendola, Fulvio Delle Donne
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Informazioni sul Documento

Descrizione fisica: 42v-43v

Forma del manoscritto: model_letter

Testo del Documento

Responsiva alla precedente nella quale il signore comunica di voler accogliere la petizione, dimostrandosi così disponibile ad aiutare l’amico.

Responsione ala sopraditta dimanda cum benigna promes[sa].1

1. La singulare affectione e pura fede, dilectissimo mio, ch’io cognosco voi continuamente havere in verso de mi e del mio honore, me persuade e strenge [43r] che ad ogni vostro bisogno o di qualunqua vostro amico o parente i quali a mi havesseno reccorso io li soccorra, aiuti et favoregi, imperhoch’io son certo che la Prudentia vostra è di tale natura e sì costumata che non mi rechederia d’alcuna cosa men che honesta, o che fusse opposita ala iustitia o contra l’honor mio né di questa casa.

2. E pertanto, sencia altra dilatione di tempo io ascoltarò cortesemente il vostro amato parente, e, udito che havrò il suo occorrente bisogno, li porgerò tutto quello aiuto e favore che a mi serrà possibile, sì per amore dele virtù vostre e sue, et sì etiamdio per far circa i subditi nostri il debito mio, che non siano oppressi né tortegiati come sempre è stato nostra usanza.

3. Siché, al suo piacere lui può narrare il facto explicando la pura veritate di quello che lui ha a dire, ch’io sono aparechiato a doverlo benignamente ascoltare, e in ogni [43v] altra licita cosa offerendomi al piacer vostro.

Note

1 La parola è resa parzialmente illeggibile dalla cucitura del fascicolo.