Prohemio a dimandare qualche favore da un suo superiore.

Bologna, Biblioteca Universitaria, 226 (già 272), c. 54r-v., Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Reginense Latino 1398, cc. 51v-52r.

Cristiano Amendola, Fulvio Delle Donne
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Informazioni sul Documento

Descrizione fisica: 54r-v // R 105, 51v-52r

Forma del manoscritto: model_letter

Testo del Documento

Esordio per domandare un favore a una persona di alto rango.

Prohemio a dimandare qualche favore da un suo superiore.

1. La clementissima et pietosa natura, la quale per li tempi passati continuamente infino a questa hora ho cognosciuta et cognosco in la Prudentia vostra, et non solamente [54v] verso i benivoli vostri et singulari amici, ma etiamdio in verso ciascun altro incognito o alieno purché in loro habiati cognosciuta qualche sentilla de virtuosa operatione, mi fa al presente prompto e degnamente audace a comparire lietamente ala presentia vostra per fare a quella una picola et iusta peticione et adimandare una honesta et condecente gratia. 2. La quale, son certo che la humanità vostra cum lieto aspetto mi concederà voluntieri, sì per la iustificatione di quella, come etiamdio per la singulare affectione et indubitata confidentia che la Nobilità vostra vede et cognosce io havere in lei.

3. Et cum questa sperança, come a fidatissimo amico, ricorro ala benignità et gentileza vostra, che mi socorra, aiuti et favoregi, havendo per racommandata questa mia presente facenda, per la quale obtenendo, come io spiero, ne restarò grandemente a voi in perpetuo obligatissimo etc.