Informazioni sul Documento
Data del documento: 1928-01-22
Forma del manoscritto: ancient_print
Genere: epistolography
Funzione: narrative
Fonte: literary
Testo del Documento (Italian)
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1928-01-22
Lettera di Giustino Fortunato e Umnberto Zanotti Bianco
Napoli, 22 gennaio 1928
Carissimo,
ieri l’altro e ieri, due giorni tanto felici per me! Come non ringraziare la buona fortuna? Quattro generazioni addietro, un nostro prete, insegnante di filosofia (!) al Seminario di Melfi, venne nominato vescovo di Lavello1, e, come di regola, dové «crearsi» il blasone…O che non ideò mettere nello scudo la Fortuna su la ruota volante? Povero e buon vecchio! Al 1799, a richiesta del popolo lavellese, egli benedisse l’albero della libertà…A farla apposta, due o tre mesi dopo piombava dalle Calabrie a Lavello1 l’«orda», come i liberali poi dissero, de’ calabresi, con a capo il Cardinal Ruffo, in marcia trionfale per Napoli…Immaginarsi il terrore, la cacarella (dicono i contadini) del vecchio vescovo giacobinizzante…Per fortuna, ne morì subito, - dalla paura contratta, - prima che le Regie vendette fossero incominciate.
Carissimus cuique fuit, è scritto su la tomba, nel bel duomo lavellese.
[…]
1 Gennaro Fortunato (1733-1799), vescovo per nomina di Ferdinando IV nel 1792. ↩