Potenza e dintorni nel XVI secolo: paratesti, prosa e poesia encomiastica - Accademie venosine - Piacevoli - sonetti di A. Cenna sui letterati di Venosa

Cenna, Giacomo. Cronaca antica della città di Venosa. Napoli, Biblioteca Nazionale, ms X.D.3.,, Cenna, Giacomo. Cronaca antica della città di Venosa. Napoli, Biblioteca Nazionale, ms X.D.3., c. 165r-v.

1582
Cristina Acucella, Fulvio Delle Donne
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Informazioni sul Documento

Mittente: Ascanio Cenna

Luogo di invio: Venosa, Basilicate, Italy

Destinatario: Orazio Caputi

Luogo di ricezione: Venosa, Basilicate, Italy

Data del documento: 1582

Forma del manoscritto: codex

Genere: historiography

Funzione: documentary

Fonte: literary

Testo del Documento (Italian)

1582

Queste due poetiche orationi furno di tanta potenza et importanza che inanimaro tutti Signori Accademici a gara a fare varie e diverse compositioni. In tutte cose che occorrevano et il primo fu l’ Accademico Grave, quale, havendo inteso nell’oratione dell’Illustrissimo principe dell’Accademia ch’in Venosa erano tanti svegliati spirti nel poetizzare, in risposta li scrisse: Ch’in Venosa signor, come ogn’un vede, vadino li poeti a schiera a schiera. Maraviglia non è, poiché la vera delle antique sorelle è qui la sede. Qui nacque il Flacco, delle Muse erede, qui l’ Eustachio Divin che con sincera nota descrisse il mondo e, si non era dal Frezza occulta, l’opra farria fede. Qui nacque il buon Tansillo, sì ben Nola, priva di mirti e verdigianti allori, non senza invidia la sua gloria invola. Qui nacquero i Maranta1, i duoi scrittori, l’un della legge e l’altro della scola d’ Esculapio, ambi duoi cigni canori. Molti altri havria da dir ma mi consiglio lasciarli, già che l’opre son sì pronte che li darà perpetua vita, e conte andran col tempo a par senza periglio. Ma a che la fronte increspi e inarchi il ciglio, a che favelli del Vulturio monte, a che del Albo e Trichitinio fonte ove alberga finhor Latona e il figlio? Ma, acciò non resti pur maravigliato senti quivi cantar villani e putti dirrai che metri fanno alla sicura. Ciò per arte non è, ma di Natura, ch’havendo già le Muse consecrato il loco, poetando parlam tutti.

Note

1 Bartolomeo eRoberto suo padre.