Informazioni sul Documento
Mittente: Fortunato, Giustino, 1848-1932
Luogo di invio: Napoli
Destinatario: Robecchi, Ambrogio
Data del documento: 1923-06-15
Forma del manoscritto: modern_print
Genere: epistolography
Funzione: information
Fonte: literary
Testo del Documento (Italian)
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1923-06-15
Napoli, 15 giugno 1923
Egregio Signore1,
Le sono assai grato del cortese invito, dolente di non poterlo, come vorrei e dovrei, tenerlo in modo adeguato2.
Come io, e non da oggi, abbia goduto e goda del rifiorimento, grazie all’opera di Lei e de’ giovani suoi colleghi, della nostra Sezione Alpina, già più volte ho avuto motivo di dire a vecchi e nuovi miei amici, perché non altri più di me ebbe fin da prima la passione – è la parola – della montagna. Ricordo che l’unica volta, a’ bagni di Montecatini, in cui mi toccò la fortuna di scambiar parola con Giuseppe Verdi, avendomi egli occasionalmente chiesto se io amassi più la montagna od il mare, restò perplesso alla mia risposta, perché, evidentemente, di parer contrario al mio. Debbo alla innata mia passione del podismo se, durante tutto un ventennio, percorrendo in lungo e in largo l’ Appennino meridionale dal Velino e dal Gran Sasso alla Sila e all’ Aspromonte, io potei conoscere – ed amare – la realtà vera del povero nostro paese, non quella meramente fantastica, che gl’ideologi han dato fin qui a credere, e oggi tornano, ahimè, a rimettere in campo! Quale, dunque, il fervido mio augurio in questo primo cinquantenario dalla fondazione, di cui fui partecipe, della nostra Sezione Alpina? Che i giovani del Mezzogiorno ripiglino la buona e sana usanza dell’apprendere de visu, e non solo de auditu, l’angoscioso mistero della cara non dolce terra, che noi avemmo in retaggio!