Doc. 32

Ed. di riferimento: Delle Donne 2010, doc. 31 p. 157, Ed. precdente: Faba, p. 16, n. XXXVIII: la lettera è contenuta nella raccolta dei "Dictamina rhetorica" di Guido Faba

[1226-1228 circa]
Cristiano Amendola, Fulvio Delle Donne, Fulvio Delle Donne; Roberto Delle Donne
aracne ara50

Informazioni sul Documento

Data del documento: [1226-1228 circa]

Forma del manoscritto: copy

Testo del Documento

Uno scolaro bolognese scrive a un amico che studia a Napoli, lamentandosi delle privazioni cui è costretto a Bologna, e chiedendo informazioni sulla situazione napoletana1.

[1226-1228 circa]

De socio ad socium.

Socio carissimo domino C. scholari Neapoli commoranti, B. olim socius eius, nunc scholaris Bononie salutem et scientie capere documenta. Superabundavit gratia, sed malitia non defecit: quia cives Bononienses copiam quam Deus contulit ita celant et voluntariam caritudinem adeo in naturalem convertunt, quod scholares studere non possunt nec morari cum eis ordine consueto. Quare vestre sociali dilectioni porrigo multas preces, quatenus mihi vestris litteris intimetis quale studium quantaque rerum abundantia Neapoli habeatur; quoniam, si de vestro consilio fuerit, illuc veniam ad legendum.

Note

1 Per datare questa lettera e quella successiva ci si basati sulle ipotesi di datazione deiDictamina rhetoricadiGuido Faba, su cui cfr. almeno Kantorowicz,An “Autobiography”cit., F. Bausi,Fava (Faba) Guido, inDizionario Biografico degli Italiani, 45, Roma 1995, pp. 413-419; J.J. Murphy,La retorica nel Medioevo, Napoli 1983 (ed. or. Berkeley 1974), pp. 292-294. Tale collocazione cronologica, del resto, sembra adattarsi bene alla situazione descrittasupraa p. 18 e nella nota 27.