Informazioni sul Documento
Data del documento: 1485-08-12
Forma del manoscritto: summary
Testo del Documento
Branda Castiglioni a Gian Galeazzo Maria Sforza, Napoli, 12 agosto 1485
vedi 9
Branda Castiglioni a Gian Galeazzo Maria Sforza, Napoli, 13 agosto 1485
vedi 11
Ascanio Maria Sforza a Gian Galeazzo Maria Sforza, Roma, 17 agosto 1485
I quattro auditori hanno concesso sei giorni giuridici «ad producenda iura» agli Orsini e ai Colonna.
I Colonna, sapendo di non ricevere una sentenza circa la restituzione delle terre confiscate, sperano che non si concluda con la restituzione del prezzo costato a Georges I d’Amboise, cardinale di Rouen. I Colonna, non possedendo il denaro necessario, hanno pregato il papa di raccomandarli al re, affinché restituisca XV mila ducati che questi pagarono per il contado di Albi. Tali soldi rappresentano la ragione per cui hanno dovuto vendere i loro castelli. Il pontefice ha accettato e scritto a Ferrante I.
Il cardinale Pietro Foscari era andato ad Orvieto per evitare la peste ma si è ammalato gravemente fino a morire.
Un suo cameriere è morto in casa di Ibleto Fieschi, mentre altre due persone sono state contagiate.
La peste ha contaminato la residenza del prefetto di Roma, Giovanni della Rovere e, per questo, si è rifugiato ad Ostia.
Il pontefice, per la sua porzione di 3000 ducati, ha ordinato di darne 800 al Malatesta per il suo prestito.
Maurizio Cybo, fratello del papa, andrà a Spoleto per essere nominato governatore e castellano.
È giunta la notizia che a Senigallia due imbarcazioni turche hanno preso alcune merci del prefetto.
La sera precedente a Roma è giunto segretamente Luigi Bechetto e, per quanto ha inteso Leonardo Botta, ha avuto un’udienza col papa, presentandogli una copia dei capitoli di Roberto Sanseverino fatti con Filippo Eustachi e altre quattro lettere scritte dal castellano al Sanseverino. Bechetto ha cercato di giustificare le azioni di Roberto Sanseverino, asserendo che questo seppe del pericolo che correva il duca, incolpando Ludovico Sforza di averlo tradito e ingannato. Anche Leonardo Botta ha parlato col papa, circa la situazione di Sarzana e Pietrasanta. In seguito, è venuto a conoscenza dell’udienza del pontefice con un nunzio del Sanseverino, al fine di giustificare le sue azioni. Innocenzo VIII è dispiaciuto per la situazione e auspica la pace tra le parti in causa. Botta riferisce che purtroppo i comportamenti e le azioni condotte non permettono una facile riconciliazione.
Leonardo Botta a Gian Galeazzo Maria Sforza, Roma, 17 agosto 1485
Obbedisce agli ordini del duca: riferirà tutto appena avrà sentito l’opinione del papa circa la questione tra Firenze e Genova.
Ascanio Maria Sforza a Gian Galeazzo Maria Sforza, Roma, 17 agosto 1485
Ha ricevuto le lettere del 9 agosto e il mandato di Ludovico Sforza circa il trattato da fare con Innocenzo VIII per trovare l’accordo tra Firenze e Genova. Ha ordinato a Leonardo Botta di inviare subito l’ambasciatore fiorentino allontanatosi da Roma a causa della peste. I due, dopo il rientro del fiorentino, sono stati ricevuti dal pontefice. Informerà il duca e il Moro della conclusione.
Pandolfo IV Malatesta a Gian Galeazzo Maria Sforza, Rimini, 19 agosto 1485
Avvisa di aver ricevuto la lettera, attraverso la quale il duca lo avvisava sull’arrivo dell’ambasciatore veneziano.
Si impegna per restituire il dovuto a Giovanni di Beulco.
1485-08-12