Informazioni sul Documento
Data del documento: 1485-11-15
Forma del manoscritto: draft
Testo del Documento
Gian Galeazzo Maria Sforza a Branda Castiglioni, Parma
È contento che Ferrante I sia soddisfatto dell’ingaggio degli Orsini: questa mossa darà i suoi frutti. Ha inviato, tramite Francesco Gaddi, una parte della provvigione agli Orsini: manderà anche la restante parte. Spera che i procuratori degli Orsini siano lì a breve, come riferito da Stefano Taverna da Firenze. Si attendono 8 giorni per la compagnia di Giovan Francesco Sanseverino, conte di Caiazzo: ne invierà anche altre. I fiorentini invieranno altre squadre, oltre a quelle di Nicola Orsini, Giacomo IV Appiani e Ranuccio Bulgarelli, conte di Marsciano: forse Innocenzo VIII desisterà dall’attaccare, vedendo un tale schieramento di forze a sostegno del re.
Esorta il re ad inviare i 1000 fanti e a concedere i feudi richiesti dagli Orsini.
Ps: è contento che il sovrano si incontrerà con Girolamo Sanseverino e Antonello Sanseverino.
Ferrante dovrà accontentare gli Orsini al più presto: non può aspettare che i nemici invadano il regno. Il pontefice sarà terrorizzato nel vedere la guerra a Roma. Con Simonetto Belprat ha indagato sul luogo dove si trova Alfonso d’Aragona e ha saputo che gli uomini di Roberto Sanseverino sono tra Cesena e Fano. Per questa ragione, il duca di Calabria dovrebbe stare nel regno e raggiungere gli Orsini, in quanto la compagnia del Sanseverino potrebbe entrare facilmente nello stato. Gli Orsini si muoveranno dalle loro terre, assediando il papa che non potrà far altro che stare a Roma, richiamando anche gli armigeri che si trovano a Sora. In questo modo, Sora sarà scoperta e il pontefice dovrà chiedere aiuto al Sanseverino, permettendo al duca di Calabria e agli Orsini di muoversi.
È rassicurato dall’ordine in cui si trovano le squadre del duca Alfonso e dalla sua volontà di radunare tutte le truppe sparse nel regno in Abruzzo. Per vincere la guerra, c’è bisogno anche del sostegno di altre nazioni: Ferdinando II d’Aragona (il Cattolico) e Mattia Corvino potrebbero chiedere ai loro ambasciatori che stanno a Roma di persuadere il papa dal desistere da questa impresa.
1485-11-15