Informazioni sul Documento
Data del documento: 1485-11-25
Descrizione fisica: Cifra
Forma del manoscritto: original
Testo del Documento
Branda Castiglioni a Gian Galeazzo Maria Sforza, Napoli
Risponde alle lettere del 14 e del 15 novembre.
Ha riferito a Ferrante I, in presenza di Giovanni Lanfredini, che il duca ha già fatto e sta facendo il possibile per salvare il suo regno e vincere la guerra. Per sottolineare la necessità di ordinare l’esercito del duca Alfonso d’Aragona, ha ricordato al re come nella scorsa guerra ha subito una disfatta a causa degli armigeri e della fanteria. Aggiungendo che durante lo scorso conflitto, aveva l’appoggio della popolazione e dei baroni, ora circa 1/3 del regno si è ribellato. Per tale ragione, Branda ha esortato, nuovamente, il re a inviare i 1000 fanti.
Il re è contento che Gian Galeazzo abbia spedito, tramite Stefano Taverna, la condotta degli Orsini e che abbia ingaggiato la compagnia di Giovan Francesco Sanseverino. Per quanto riguarda la situazione delle truppe di suo figlio, ha riferito che, al momento dell’invio delle lettere, non c’era ancora certezza della ribellione dei baroni: conviene nel non lasciare il regno sguarnito di armigeri. Chiede, quindi al duca di inviare, oltre alla compagnia del conte di Caiazzo, quanti più uomini possibili agli Orsini e al duca di Calabria. Ha aggiunto, inoltre, che non è in grado di provvedere da solo ai 1000 fanti, a causa dell’aperta ribellione dei baroni. Branda e il Lanfredini hanno, dal canto loro, riferito che la Lega ha provveduto da sola ad aiutarlo nella sua imprese e che le condotte e le provvisioni non potranno durare molto. Ferrante ha, dunque, replicato asserendo che non si teneva conto degli stati concessi agli Orsini che valevano più di 30000 ducati, con un’entrata di 15000. Il sovrano, tuttavia, si impegnerà a provvedere ai 1000 fanti ma chiede al duca di inviare più uomini agli Orsini. Sarà costretto a utilizzare le 8 squadre site a Cassino per contrastare Antonello Sanseverino, congiuntamente a Francesco Coppola che si è offerto di combatterlo in suo nome. D’altronde, rafforzando le truppe orsiniane, Innocenzo VIII sarà costretto a richiamare gli uomini di Giovanni della Rovere per difendere Roma. Secondo Branda, del resto, il sovrano è poco propenso ad inviare i fanti.
Il duca Alfonso è partito con 22 squadre per unirsi agli Orsini.
Il re ha inviato due bombarde per espugnare il castello di Acerra: gli abitanti si sono arresi.
Il principe di Salerno ha messo in vendita molto bestiame: sono accorsi molti abitanti di Cava de’ Tirreni.
1485-11-25