Informazioni sul Documento
Data del documento: 1485-08-23
Forma del manoscritto: original
Testo del Documento
Branda Castiglioni a Gian Galeazzo Maria Sforza, Napoli
Francesco d’Aragona (frate), tramite una lettera, fa sapere che è probabile che il 25 agosto Antonello Sanseverino, Pirro del Balzo e Pietro Guevara possano giungere a Napoli. Tuttavia, la speranza che ciò accada è poca, poiché stanno radunando gente per rifornire i propri castelli. Infatti, il principe ha condotto 500 fanti per guarnire Salerno: queste notizie destano forti perplessità. Giovanni d’Aragona, visti gli atteggiamenti dei baroni, è partito alla volta di Roma: è andato prima a Pozzuoli con Ferrante I e Alfonso d’Aragona, per poi proseguire sul suo cammino: è necessario stare all’erta e monitorare la situazione, evitando che i baroni siano favoriti. Del resto, Innocenzo VIII ha speso ottime parole nei confronti del re e ha offerto, inoltre, di inviare un suo legato: l’offerta, forse, sarà rifiutata. Il re, d’altronde, sta studiando ogni modo possibile per togliere ai baroni ogni aiuto esterno: per ottenere il perdono, dovranno venire con «la coregia al collo» e implorare di ottenerlo. Qualora dovessero persistere nella loro disobbedienza, Ferrante sarà capace da solo di debellarli. Se i baroni decidessero di ribellarsi, non è inverosimile che questi si alleino con i turchi per raggiungere il loro intento. Branda, dunque, ritiene opportuno gestire la situazione con molta prudenza. Il sovrano, dal canto suo, farà il possibile per riconciliarsi con i baroni e costringerli alla devozione.
Ps: La domenica precedente si è svolta una giostra “al tavoliere”, alla quale hanno partecipato circa 20 giostranti, tra cui: Ferrante d’Aragona (figlio illegittimo di Ferrante I), Restaino Cantelmo, conte di Popoli; Alfonso II d’Avalos, marchese di Pescara; suo fratello Innico II e il duca di Calabria che ha spezzato quattro lance.
1485-08-23