20.IX.1485

Archivio di Stato di Milano, Sforzesco Potenze Estere, Napoli. cartella 246

1485-09-20
Biagio Nuciforo, Fulvio Delle Donne
aracne ara6

Informazioni sul Documento

Data del documento: 1485-09-20

Descrizione fisica: Cifra

Forma del manoscritto: original

Testo del Documento

Branda Castiglioni a Gian Galeazzo Maria Sforza, Foggia

Branda, partito per seguire il re in Puglia, è stato raggiunto da una “cavalcata” ad Arienzo, contenente le lettere dell’8 settembre: si riferivano al rinnovamento della Lega Particolare e allo schieramento di 5 squadre. Il duca, dati gli attuali avvenimenti, preferisce aspettare e lasciare in sospeso le questioni. Prima bisogna risolvere la questione di Roberto Sanseverino.

Giunto a Benevento, l’ambasciatore milanese è stato nuovamente raggiunto da un’altra “cavalcata”, recante le lettere del 13 settembre: il duca farà rispettare i termini del possibile accordo con i baroni. Arrivato, quindi, a Foggia, dopo esser stato ricevuto da Ferrante I, gli ha sottoposto le lettere: il re ha colto di buon grado la notizia. Secondo l’oratore, in questo modo i baroni saranno costretti a sottomettersi al sovrano, intuendo che Innocenzo VIII, senza l’aiuto dei veneziani, non avrebbe mosso guerra contro il sovrano. Branda è pronto ad andare dai baroni e fare ciò che il duca ritiene opportuno.

L'Aragonese ringrazia il duca per le buone notizie.

Ferrante ritiene necessario che il milanese e gli altri oratori vadano da Pirro del Balzo per far sì che si raggiunga un accordo. Concorda sul tacere circa la Lega Particolare e sul sospendere il movimento delle squadre. Intende inoltre scrivere a Ferdinando II d’Aragona (il Cattolico) e Mattia Corvino, affinché si occupino di mantenere lo status quo con Venezia e di scrivere al papa, in caso questo decidesse nuovamente di muovere guerra contro di lui.

Quando Branda vorrà, gli darà la risposta alle altre lettere del duca.

Federico d’Aragona crede che, prima che Branda e gli altri oratori vadano dal principe di Altamura, sia meglio aspettare Bartolomeo Veri e Giovanni Pou, inviati in precedenza per avviare gli accordi.

1485-09-20