1.X.1485

Archivio di Stato di Milano, Sforzesco Potenze Estere, Napoli. cartella 246

1485-10-01
Biagio Nuciforo, Fulvio Delle Donne
aracne ara6

Informazioni sul Documento

Data del documento: 1485-10-01

Forma del manoscritto: original

Testo del Documento

Branda Castiglioni a Gian Galeazzo Maria Sforza, Foggia

Notizie sulla rivolta de L’Aquila: si ha la certezza dell’efferata uccisione di Antonio Cicinello. Ferrante I è addolorato per l’accaduto e ritiene che la rivolta sia stata fomentata da Innocenzo VIII. Ormai non ha alcun dubbio su di lui.

Il re chiede al duca e ai fiorentini aiuto militare: sono state stanziate le truppe tra l’Oglio e la zona di Parma. Bisogna scrivere a Venezia e sollecitare Francesco II Gonzaga, marchese di Mantova, affinché impedisca il passaggio a Roberto Sanseverino. Branda ringrazia il duca.

Federico d’Aragona partirà alla volta di Matera per incontrare i baroni.

1485-10-01

Illustrissimo signore mio singularissimo.

Scripse heri diffusamente, per la cavalcata, quanto mi occorreva in le travaglie de questi baroni, significando apresso ala excellentia vostra le novitate facte a L’Aquila che se era levata in arme et sonante campane cum martello et dubitarse che’l magnifico messer Antonio Cicinello non fuosse occiso. Hora, per questa, l’advise la regia maestà hogi essere stata, per nove lettere, confirmata et chiarita dicto messer Antonio in quello tumulto essere stato morto cum alcun altri de lo soi et asachegiata la casa, narrandosi in dicte lettere como, ali XXV, se erano levati certi rumori, ali quali, volendo prefato messer Antonio occorrere, se misse a cavallo cum quelli del offitio dela camera et venero ala piaza et cum grande difficultà sopirono quelli tumulti. Retornata che fu a casa la sua magnificentia un’altra volta, immediate se excitoreno tutti in arme, cridando “mora li forestieri et fuora le gabelle” et, dicto et facto, lo asoltoreno ala casa et, como di sopra, l’hanno trucidato1 et asachegiato, cridando però sempre “ferro, ferro”. Subiungendosi, in epse lettere, dubitarse ne deteriora in la nocte sequente succedessero, dela quale novità la prefata maestà ne ha suscepta tanta amaritudine quanto dire si puossa, considerato lo atrocissimo caso perpretato in la persona del memorato messer Antonio. Circha la qualcosa, conferendo sua serenità questa sera col magnifico conte Brochardo et me, tene per indubitato che de queste novitate ne sia auctore el papa, che cercha di fargli rebellare quella cità et più dubita che in quest’hora non habiano facto altri segni de rebellione et alzate le bandere dela Chiesia. El che, quando così fuosse quod absit, sua maestà diceva non doverse più ultra recerchare magiori segni del male animo dela sua santità, perché apertamente gli haverà cum questo modo rupta la guerra. Del che la vostra illustrissima signoria, per lettere del excellentissimo duca di Calabria, tamque apropinquiare, ne sarà meglio informata di quanto sarà poi successo dal primo aviso in qua in epsa cità. Pertanto me ha exhortato, cum summa instantia, ad scrivere ala excellentia vostra et pregarla, cum omne efficatia, per sua parte ch’ella volesse excitare la magninimità et potentia sua insieme cum signori fiorentini ad occorrere, cum tutte le sue forze, ad questo iminente periculo del stato suo et reprimere questa ambitione et insolentia del pontefice, che, in uno anno del pontificato suo, habia orrdito di mettere tanto incendio et turbare la pace ittalica, provedendo vostra excellentia cum quanta più celerità sia possibile. Dal canto suo, cum2 tutti quelli remedii che gli pareranno expediente3, secundo che molte4 volte ha scripto et, presertim, in questa proxima precedente cavalcata, non permittendo sua maestà item recordare de prohibire el trasito al signor Roberto como vostra excellentia copiosamente, per le sue de XXI et XXII, ha scripto, gionte5 questa sera, fare le opportune provisioni ad questo, havendo mandate le sue gente d’arme, parte al Olio et parte in parmesana, per obstare al dicto transito repplicando di novo lettere ala illustrissima signoria de Venetia, per el mezo del suo ambaxatore per lo dicto effecto, admonendo, in super, lo illustrissimo signor marchese di Mantua ad prohibire, dal canto suo, ch’ipso signor Roberto non passi. Del che la prefata maestà ne è restata in tanta satisfactione quanto dire si puossa. Rengraziamo infinite volte la vostra celsitudine di tante honorevole et effectuale dimonstratione, quale continuamente fa verso la sua serenità et stato suo, dicendo le più amorevole parole del mondo tutte plene di affectione paternale verso la sublimità vostra, la quale mi pare superchio repperttere per haverle scripte molte volte. Al che io respose cum quelle accomodare parole me parsero conveniente, confortando la sua maestà ad stare di bono et gagliardo animo perché, da canto di vostra excellentia, non se gli mancharia mai in admirarla et deffederla, per quanto se extendessero le forse sue.

Et, stando in questo ragionamento, sopravenero lettere del signor secretario, la cui copia sarà qua inclusa6 per le quale se dimostra pure che la compositione haverà effecto, secundo el desiderio dela prefata maestà. El che mi è difficile ad credere, mentre non lo vedo cum effecto per la varietà et circumstantie dele cose7 che se vedano andare per el Tavolero. Circha el che la prefata maestà dixe dixe che saria contenta che quello de loro ha ad venire qua, non se partisse mentre che agiongesse lo signor don Fedricho, che se partirà questa nocte ale septe hore, secretamente, per conferirse ad Matera et abocharse cum quelli signori che, voglia el Dio, li dispona talmente ne riporti lo desiderato effecto dela compositione.

Del tutto c’è parso darne aviso ala illustrissima signoria vostra, ala quale humilmente mi recomando.

Fogie primo octobris 1485.

Illustrissima vestre dominationis fidelis servitorBranda de Castiliono

Note

1 Foro

2 Foro

3 segue "etiam" dep.

4 Foro

5 agg. in apice

6 Foro

7 Foro