Informazioni sul Documento
Data del documento: 1485-10-03
Descrizione fisica: macchie diffuse
Forma del manoscritto: original
Testo del Documento
Branda Castiglioni a Gian Galeazzo Maria Sforza, Foggia
Risponde alla lettera del 21 settembre, circa l’opera che il duca ha fatto con gli oratori veneziani. È soddisfatto per l’intenzione, da parte di Venezia, nel non lasciar partire Roberto Sanseverino e sulle direttive date a Zaccaria Barbaro affinché si compia questa missione. Risponde alla lettera del 23, sul blocco da organizzare qualora il Sanseverino decidesse di disobbedire alla Serenissima: non deve desistere dall’inviare gente d’arme nella zona di Parma.
Per quanto riguarda la questione dei ribelli, fino ad ora si conoscono solo 4 baroni che hanno mostrato infedeltà: Pirro del Balzo, Pietro Guevara, Girolamo Sanseverino e Antonello Sanseverino. Inoltre, tra gli "occulti", figurano: il marchese di Bitonto Andrea Matteo Acquaviva; Giovanni Caracciolo, duca di Melfi e Francesco Coppola, conte di Sarno. Incerta, del resto, è la posizione del conte di Ugento Angilberto del Balzo, fratello del principe di Altamura e del conte di Mileto Carlo Sanseverino, fratello del principe di Bisignano. Non ha peccato di infedeltà neppure Giovanni Sanseverino.
Ferrante I sta provvedendo a far produrre la cartina che aveva richiesto il duca.
Il re dice di non aver tolto la contea a Girolamo Riario, ma di voler sicurezza.
Branda è preoccupato per la peste che si sta diffondendo a Milano.
Ps: il sovrano, per avvicinarsi ai baroni, vuole trasferirsi a Barletta, che è distante da Venosa solo 6 miglia. Lo seguiranno anche gli ambasciatori.
1485-10-03