15.II.1486

Archivio di Stato di Milano, Sforzesco Potenze Estere, Napoli. cartella 247

1486-02-15
Biagio Nuciforo, Fulvio Delle Donne
aracne ara8

Informazioni sul Documento

Data del documento: 1486-02-15

Descrizione fisica: Decifrazione

Forma del manoscritto: copy

Testo del Documento

Branda Castiglioni a Gian Galeazzo Maria Sforza, Napoli

È arrivato un uomo di Alfonso d’Aragona che era a Bracciano e ha riferito a Ferrante I che il conte di Caiazzo, Giovan Francesco Sanseverino, è giunto a Pitigliano con le sue 5 squadre. Anche Marsilio Torelli e Gian Giacomo Trivulzio sono partiti con 12 squadre per raggiungere il duca di Calabria e combattere a Roma o dove necessita il sovrano. Federico d’Aragona ha espresso agli oratori la gioia del padre, infermo a causa di dolore ai fianchi, esortando il duca e i Fiorentini a scrivere tutte le novità. Branda ha, quindi, difeso l’operato del duca, dolendosi, d’altro canto, del successo che stanno ottenendo i baroni ribelli, i quali non avevano mai ottenuto consensi e che, invece, ora sono spalleggiati da molti, in particolare da Innocenzo VIII: in Puglia, Pirro del Balzo ha conquistato Spinazzola e Genzano di Lucania; Pietro de Guevara, Monteodorisio; Antonello Sanseverino, Giffoni; in Abruzzo, gli aquilani hanno preso la contea di Albe e alcuni castelli. Castiglioni ritiene che il sovrano la stia prendendo molto alla leggera, poiché non interviene a dovere e si lamenta degli alleati. Giovanni Lanfredini, infatti, elencando le squadre dei baroni, ne ha citate 14, contro le 33 o 34 che Ferrante ha solo nel regno. L’Aragonese ha, per di più, aggiunto che ha deciso di intervenire a San Severino e, avendo saputo degli spostamenti di Giovanni della Rovere verso Sora, deve provvedere a difendere il confine da Cassino. Il sovrano ha, dunque, ordinato al nipote Ferrandino d’Aragona di recarsi in Abruzzo con 5 squadre, per difendere la contea di Albe dai Colonna. Il re sta reagendo e farà pentire i baroni di essersi ribellati.

1486-02-15