2.V.1489

Archivio di Stato di Milano, Sforzesco Potenze Estere, Napoli. cartella 247

1489-05-02
Biagio Nuciforo, Fulvio Delle Donne
aracne ara8

Informazioni sul Documento

Data del documento: 1489-05-02

Descrizione fisica: Poscritto

Forma del manoscritto: original

Testo del Documento

Battista Sfondrati a Gian Galeazzo Maria Sforza, Napoli

Nelle lettere precedenti gli ha inviato l’exemplum scritto da Antonio d’Alessandro e della discussione fatta in presenza di Innocenzo VIII, gli oratori spagnoli, i cardinali, altri convocati e lo stesso d’Alessandro. Il giorno precedente, dopo la messa celebrata a Castelnuovo, Ferrante I ha convocato lui, Marcantonio Morosini e Piero Vettori e si sono recati nelle sue stanze. Il sovrano ha, dunque, chiesto a Giovanni Pontano di esporre il contenuto dell’exemplum inviato da Roma dal d’Alessandro. Il re non si fida del papa e riferisce della lettera inviata dal cardinale Ascanio Maria Sforza: gli ambasciatori della Lega si sono opposti all’estensione dei capitoli. Gian Giacomo Trivulzio afferma che nella stipulazione dei capitoli non si è mai parlato del pagamento del censo. Il sovrano e il figlio Alfonso d’Aragona annuivano durante la discussione, che durò circa due ore. Pontano ha poi letto una lettera più recente del giurista napoletano: nella prima parte, ha scritto di come il cardinale Sforza si è battuto contro il parere di tutti, riferendo al papa che non ci sarà bisogno di convocarlo perché sarà lui stesso ad intervenire; nella seconda parte, invece, riferisce ciò che gli ha detto il neo-vescovo, il protonotario Caravayal. Ha apprezzato l’invio della ratifica del capitolo a Ferdinando II d’Aragona (Il Cattolico) e Isabella di Castiglia e, in generale, il comportamento e le premure avute dal sovrano napoletano: a Roma non ha ricevuto alcuna copia. Nessuno dei presenti all’orazione, ha proferito parola, tranne l’ambasciatore fiorentino che ha sottolineato la volontà del re e suo figlio di non aver intenzione di pagare il censo: Bernardino Valerio ha sempre messo in chiaro con il cardinale Giovanni Michiel la questione del censo, il quale ha fatto intendere che il pagamento rappresentasse solo una questione simbolica e che mai il re lo avrebbe dovuto pagare. Bisognava informare anche le città di Firenze e Milano, tramite Pier Capponi e Branda Castiglioni, ma le lettere sono state intercettate e spedite a Roma: Vettori ha confermato. Dopo la conclusione dell’incontro, il diplomatico ha affermato di voler informare Venezia.

Ps: è giunto un tal marchese Otto, afferente ai signori di Baviera: ha fatto visita al sovrano. Probabilmente, ha percorso la via di Milano per andare a Roma e, data la vicinanza, ha voluto visitare Napoli, anche per comprare alcuni cavalli grossi.

1489-05-02