5.VII.1489

Archivio di Stato di Milano, Sforzesco Potenze Estere, Napoli. cartella 247

1489-07-05
Biagio Nuciforo, Fulvio Delle Donne
aracne ara8

Informazioni sul Documento

Data del documento: 1489-07-05

Forma del manoscritto: original

Testo del Documento

Battista Sfondrati a Gian Galeazzo Maria Sforza, Napoli

Ha discusso con Ferrante I circa le tre lettere che gli aveva inviato: la prima, sul tentativo che il duca vuol fare per risolvere i cattivi rapporti con Lorenzo de’ Medici; la seconda, sulla volontà del sovrano di non voler unire ora i suoi armigeri; la terza, riguardo alla questione con Innocenzo VIII e all’invio delle genti d’arme regie a Onorato II Caetani, per la lite che ha Fabrizio Colonna con suo genero. Il diplomatico, quindi, ha continuato, confortando il re a mostrarsi disponibile col papa, che sembra incline alla pace, di non sospettare del Magnifico e di avere fiducia nell’opera del duca e di Ludovico Sforza. L’ambasciatore riferisce, dunque, che il sovrano ha saputo da Simonetto Belprat che il Moro non era intenzionato ad unire le genti d’arme, deliberando di «mandarle ale stantie». È stato quindi avvisato Ferrandino d’Aragona, il quale ha riferito che, dopo aver fatto la mostra e rivisto il colonnello di Gian Giacomo Trivulzio e di Angelo di Monforte, conte di Campobasso, ha ordinato a tutti di rientrare nei propri alloggi e ha affermato che sono false le voci che lo vogliono coinvolto nella questione del conte di Fondi. Per quanto riguarda il Magnifico, Ferrante afferma di essere ben disposto. Chiede, dunque, l’intervento del duca, dello zio, della Repubblica di Firenze e del Magnifico per far sì che il papa li lasci «vivere in pace et quiete».

La duchessa Isabella d’Aragona è ammalata, probabilmente, di terzana, ma, nonostante gli sforzi dei medici, non accenna a migliorare: per comprendere meglio la natura della malattia, saranno inviati a Milanomesser Clemente, filosofo, e il suo cortigiano Alfonso d’Alagno.

1489-07-05