Informazioni sul Documento
Data del documento: 1489-09-08
Forma del manoscritto: original
Testo del Documento
Battista Sfondrati a Gian Galeazzo Maria Sforza, Napoli
Ha ricevuto le sue lettere del 5 e 13 agosto, riguardanti la protesta fatta a Roma in nome di Ferrante I contro Innocenzo VIII, durante il concilio da lui indetto; il rinvio ad un altro incontro e l’assemblea riunitasi a Santa Chiara. La notizia riportata da Simonetto Belprat è conforme al racconto di Antonio d’Alessandro. Sa che egli è rimasto perplesso dell’invio del re di ambasciatori presso Federico III, nonché dell’assemblea tenutasi a Santa Chiara: sono azioni da condannare perché non sono rispettose nei confronti del papa e, d’altro canto, l’aragonese ha offeso anche i suoi alleati perché non li ha informati, pertanto, l’ambasciatore dovrà protestare.
Ha incontrato il re di domenica, dopo la messa e il relativo banchetto delle nozze di un uomo di Federico d’Aragona appartenente alla famiglia Carafa. Il colloquio si è svolto in presenza del conte Alberico Carafa e di Pascasio Diaz Garlon. Ha discusso, pertanto, della riunione di Santa Chiara, alla quale lui non era presente perché era andato dal sovrano a Casal di Principe: l’Aragonese non aveva accennato all’incontro. Il diplomatico si è lamentato, dunque, per l’esclusione dei confederati. Dopo aver ascoltato le parole del milanese, ha risposto, affermando che anche Ludovico Sforza si era lamentato della questione a Milano e che lui ha agito come meglio reputava per mantenere salda la sua posizione contro il pontefice. Sfrondato, quindi, ha continuato a replicare: secondo lui e il duca, il sovrano ha agito male e ha messo a rischio la pace in Italia. A questo punto, Ferrante, vistosamente nervoso, ha detto che si stava tralasciando la questione principale: il tentativo di usurpazione da parte di Innocenzo VIII del suo regno, da lui legittimamente posseduto. La sua non è stata una mancanza di rispetto, ma non avrebbe fatto in tempo ad avvisare lo Sforza. L’ambasciatore, quindi, gli ha fatto notare che, essendo una questione studiata da tempo, sarebbe riuscito a far giungere la notizia a Milano. L’Aragonese, poi, ha riferito che inviare notizie sul suo incontro, prima di averlo svolto, sarebbe stato pericoloso poiché le missive destinate al ducato passano per Roma. Il milanese, del resto, ritiene che il mancato avviso sia dipeso da una mancanza di Giovanni Pontano. Il sovrano continuava ad incalzare e a criticare la benevolenza mostrata dagli alleati a Innocenzo VIII: l’oratore ha affermato che tutte le azioni dei confederati sono volte ad aiutarlo. Ferrante non vuole attaccare per primo il pontefice, ma vorrebbe vivere serenamente.
Il milanese è perplesso per il ritardo delle sue lettere, dal 12 al 25 agosto.
1489-09-08