Informazioni sul Documento
Data del documento: 1486-01-10
Descrizione fisica: Carta lacera
Forma del manoscritto: original
Testo del Documento
Branda Castiglioni a Gian Galeazzo Maria Sforza, Napoli
Giannozzo Pandolfini è tornato dopo aver incontrato Innocenzo VIII: il pontefice vuole la pace e le trattative sono gestite segretamente da Giuliano della Rovere, con l’aiuto di Marco Barbo. Il vescovo si sta occupando dei capitoli relativi alla pace e delle condizioni: sicurezza dei baroni e soddisfazione delle loro richieste; pagamento dei costi di guerra alla Chiesa; rendita del censo; libertà della Chiesa di disporre e concedere benefici all’interno del regno; unione dell’abbazia di Montecassino al pontificato; risoluzione della questione di Roberto Sanseverino tra Ferrante I e il pontefice.
Fra’ Ludovico de Mondellis, che fa da tramite tra il re e il Sanseverino, è tornato a Napoli: il signor Roberto è intenzionato a passare dalla parte del sovrano, ma chiede in cambio il principato di Rossano e Manfredonia o altre terre e città con le stesse entrate. Inoltre, chiede a Ferrante di risolvere la questione dei baroni e accontentare il papa.
Il sovrano ha incontrato Branda e Giovanni Lanfredini per chiedere la loro opinione. L’ambasciatore milanese ha detto al re che confida nelle sue scelte, ma chiede solo di prestare attenzione poiché questo era anche il piano dei baroni: è probabile che Innocenzo VIII e il Sanseverino stiano facendo la stessa cosa. Chiede, quindi, al re di informare la Lega (in particolare, il duca), prima di prendere la sua decisione. Il re, infatti, vuole che i diplomatici informino i propri signori. Ferrante ha, del resto, dichiarato di non aver nessuna intenzione di accettare la pace così facilmente: i baroni devo prestare obbedienza, come era già stato deciso. L’Aragonese ha, dunque, aggiunto di volere utilizzare i proventi richiesti dal papa per creare un’armata antiturca. Parlerà, a tal proposito, nuovamente con il vescovo Pandolfini e fra’ Ludovico de Mondellis.
Il sovrano non si fida della mossa della Chiesa.
PS: Il re ha inviato a Roma il frate per rispondere al Sanseverino: non può accettare nulla perché deve consultarsi con la Lega. Al papa, invece, fa sapere che dovrà rivedere i capitoli: i baroni dovranno prestargli obbedienza; sulla questione del censo, dovrà ragionarci; i baroni dovranno pagare le spese di guerra, il cui ricavato sarà utilizzato per creare l’armata antiturca; sulla libertà ecclesiastica e spirituale, Innocenzo VIII dovrà attenersi a ciò che fu stabilito con il suo predecessore Sisto IV; il pontefice dovrà conferire Montecassino a una persona gradita al re.
1486-01-10