30.IV.1486

Archivio di Stato di Milano, Sforzesco Potenze Estere, Napoli. cartella 247

1486-04-30
Biagio Nuciforo, Fulvio Delle Donne
aracne ara8

Informazioni sul Documento

Data del documento: 1486-04-30

Forma del manoscritto: original

Testo del Documento

Branda Castiglioni a Gian Galeazzo Maria Sforza, Napoli

Alfonso d’Aragona ha inviato alcune lettere a Ippolita Maria Sforza, tra le quali figura una copia di alcune lettere di Gian Giacomo Trivulzio indirizzate al duca: il contenuto delle missive è stato comunicato agli ambasciatori da Antonello Petrucci. Si chiede a Ferrante I di inviare le galee, fanti e denari agli Orsini, che hanno perso le terre e sono in difficoltà. Si invita, inoltre, il re a provvedere prima alla guerra di Roma contro Innocenzo VIII e poi all’impresa di Salerno, poiché in breve tempo potrà arrivare la vittoria. Giuliano della Rovere ha orchestrato qualche piano a Genova per costruire un’armata. Come se non bastasse, si è diretto anche in Francia e, per tale ragione, si pensa che voglia far intervenire Renato II di Lorena: bisogna assolutamente concludere la guerra in tempi rapidi. Dopo aver ascoltato la declamazione delle lettere, Branda ha risposto, dispiacendosi per i lenti progressi che si vedono a Roma: ciò che provoca più dolore è il mancato intervento del re. Il duca di Milano ha speso per l’impresa 80000 o, addirittura, 100000 ducati e, nonostante ciò, i progressi sono lenti. Si è giunti a due conclusioni: inviare tempestivamente le galee chieste da Alfonso e spedire altri armigeri. Il Petrucci, dopo aver sentito Branda, ha cercato di giustificare il sovrano, aggiungendo che Ferrante ha dovuto sospendere l’impresa salernitana a causa dell’entrata nel regno di Giovanni della Rovere e della sua volontà di conquistare la Dogana delle Pecore, impresa che non è riuscita grazie all’intervento dell’Aragonese in Puglia. Il segretario ha affermato che il re provvederà a spedire gli armigeri e che sia il duca che i Fiorentini resteranno soddisfatti. Bernardo Villamarino, del resto, è disposto a partire solo se si condurrà Francesco Pastore con due galee e una fusta. Per di più, il segretario ha aggiornato il milanese circa la situazione in Calabria: Federico d’Aragona ha preparato un esercito di 7000 uomini e 800 cavalli, che vuole dividere in tre parti per fronteggiare Girolamo Sanseverino.

1486-04-30