13.IV.1486

Archivio di Stato di Milano, Sforzesco Potenze Estere, Napoli. cartella 247

1486-04-13
Biagio Nuciforo, Fulvio Delle Donne
aracne ara8

Informazioni sul Documento

Data del documento: 1486-04-13

Forma del manoscritto: summary

Testo del Documento

Branda Castiglioni a Gian Galeazzo Maria Sforza, Napoli, 13 aprile 1485

Antonello da Campobasso è andato verso Benevento con 2 squadre regie ed è stato attaccato da uomini del posto. Sono stati catturati 12 uomini d’arme, tra cui Bartolomeo dell’Anguillara, ma sono tutti stati rilasciati.

Girolamo Sanseverino ha conquistato, a tradimento, Castrovillari e, per tutta risposta, Ferrante I ha preso Strongoli, suo possedimento.

Francesco d’Aragona andrà in Calabria per custodire la zona al posto del fratello Federico d’Aragona, il quale andrà in Puglia.

Il re continua ad accumulare denari, in particolare grazie alla riconquista della Dogana delle Pecore: ha i mercanti dalla sua parte.

Il numero degli armigeri regi ammonta a circa 1165 elmetti.

Da Ragusa è arrivata la notizia dell’arrivo a Segna degli uomini d’arme di Mattia Corvino, i quali si recheranno in Puglia per soccorrere il re.

Branda Castiglioni a Gian Galeazzo Maria Sforza, Napoli, 21 aprile 1485

Il re invierà un suo legato a Porto Ercole.

Innocenzo VIII, il 1° aprile, ha scritto una breve ai baroni ribelli, incitandoli a continuare la guerra. Pietro de Guevara ha inviato una copia della breve al re.

Un uomo del re che sta con Giovanni Caracciolo ha riferito che è falsa la notizia che vuole Alfonso d’Aragona con loro.

Antonello Sanseverino, intenzionato ad occupare Montorio, è stato cacciato dagli armigeri regi, con danno e vergogna.

La contea di Melito in Calabria sta per accordarsi con il sovrano.

Girolamo Sanseverino ha chiesto a Giovanni della Rovere 4 squadre e fanti in suo aiuto.

Branda Castiglioni a Gian Galeazzo Maria Sforza, Napoli, 23 aprile 1485

Paolo, nunzio di Antonello Sanseverino, è tornato dal sovrano, riferendo che il principe di Salerno vuole essere suo vassallo ma chiede che Giovanni della Rovere sia ricompensato con terre nel regno, il quale è stato trascinato in guerra da Giuliano della Rovere e dal papa. Il re ha licenziato il nunzio senza rispondergli.

Dalla Sicilia stanno per salpare 1000 fanti e 300 cavalli di Ferdinando II d’Aragona (Il Cattolico) per soccorrere il re in Calabria.

1486-04-13