13.IX.1486

Archivio di Stato di Milano, Sforzesco Potenze Estere, Napoli. cartella 247

1486-09-13
Biagio Nuciforo, Fulvio Delle Donne
aracne ara8

Informazioni sul Documento

Data del documento: 1486-09-13

Forma del manoscritto: draft

Testo del Documento

Gian Galeazzo Maria Sforza a Branda Castiglioni, Pavia

Ha saputo che Ferrante I ha deciso di inviare l’esercito a Salerno per espugnarla, nel caso in cui Antonello Sanseverino non accetti la pace o escogiti qualcosa. È contento per la sua decisione e ritiene che possa servire da esempio e monito per gli altri baroni. Tuttavia, gli suggerisce di essere il più magnanimo possibile e di stare attento nell’utilizzare le armi contro i ribelli. Del resto, ora che ha a disposizione le 13 caravelle e barche inviate da Ferdinando II d’Aragona (Il Cattolico), non avrà problemi. Lui e i Fiorentini sono pronti a provvedere ad ogni sua necessità.

Guidobaldo Arcimboldi, suo consigliere, si recherà prima a Roma per andare con Branda Castiglioni, vescovo di Como https://www.wikidata.org/wiki/Q195883871, a congratularsi con Innocenzo VIII per la pace conclusa e, successivamente, si recherà a Napoli.

Chiede di essere informato su Roberto Sanseverino da Alfonso d’Aragona.

1486-09-13

Note

1 Figlio di Giacomo e Orsina Castiglioni, nacque a Milano nel 1415. Nel 1465, tornò in Francia, dopo essere stato alla corte di Luigi XI, dirigendosi a Roma. L’anno seguente, fu nominato vescovo di Como e, nel 1469, fece parte del Consiglio Segreto. Allorquando morì il duca di Savoia, Amedeo IX, nel marzo 1472, ebbe l’ordine di recarsi presso la corte savoiarda, con Sacramoro Visconti e Lorenzo da Pesaro, per porgere le condoglianze dei duchi di Milano. Tornò, l’anno seguente, in Piemonte per trattare il matrimonio tra Bianca Maria e l’erede Filiberto di Savoia, mentre nel 1474 ricoprì la carica di deputato agli affari di Genova, assieme a Tommaso da Bologna, Pietro Francesco Visconti e Giovanni Simonetta. Tra il 1480 e il 1481, fu oratore a Roma con Leonardo Botta e Antonio Trivulzio durante l’invasione turca di Otranto e, l’anno successivo, partì dall’Urbe prima dello scoppio della guerra di Ferrara. Il 30 aprile 1483, fu nominato da Sisto IV, appena accordatosi con Ferrara, legato della flotta pontificia, prima, e governatore di Roma, poi. Ricoprì tale carica per un solo giorno, poiché Girolamo Riario si oppose strenuamente. Ritiratosi a Como, nell’estate 1484, a seguito della morte del papa, portò gli omaggi del Moro al nuovo pontefice Innocenzo VIII. Nell’ottobre 1485, fu oratore a Roma durante la Congiura dei Baroni, assieme a Leonardo Botta e Guidantonio Arcimboldi. Nel novembre dell’anno seguente, fu incaricato da Ludovico Sforza di monitorare le clausole dei capitoli di pace tra Ferrante I e il pontefice. Nel maggio 1487, per ordine di Innocenzo VIII, si recò a Osimo per riportare la città all’obbedienza, dopo la ribellione di Boccolino Guzzoni. Morì il 15 luglio dello stesso anno, a Roma, prima di poter ricevere il cardinalato​ (ASM, SPE, Roma, 98-99; Gian Galeazzo Maria Sforza a Gian Giacomo Trivulzio, Vigevano, 11 novembre 1486. ASM, SPE, Napoli, 247, s.n.; Gian Galeazzo Maria Sforza a Gian Giacomo Trivulzio, Pavia, 27 maggio 1487. ASM, SPE, Napoli, 247, s.n.; Branda Castiglioni a Bartolomeo Calco, Napoli, 2 agosto 1487. ASM, SPE, Napoli, 247, s.n.;CerioniL.,1970,La diplomazia sforzesca nella seconda metà del Quattrocento e i suoi cifrari segreti,Roma:Il centro di ricerca, Roma, pp. 160-1)