13.XI.1486

Archivio di Stato di Milano, Sforzesco Potenze Estere, Napoli. cartella 247

1486-11-13
Biagio Nuciforo, Fulvio Delle Donne
aracne ara8

Informazioni sul Documento

Data del documento: 1486-11-13

Forma del manoscritto: original

Testo del Documento

Guidantonio Arcimboldi a Gian Galeazzo Maria Sforza, Foggia

Ferrante I è partito da Troia e gli ha inviato alcune lettere di Alfonso d’Aragona, del 10 e dell’11 novembre, tramite Alberico Carafa e Giovanni Pontano: il duca di Calabria, mentre alloggiava tra Melfi e Venosa per avvicinarsi a Pirro del Balzo, secondo Troiano de Bottunis, desideroso di accordarsi con gli aragonesi, ha mutato idea allorquando Antonello Sanseverino è giunto a Irsina (Montepeloso). Alfonso sperava che, una volta accordatosi col principe di Altamura, gli altri lo avrebbero emulato. Infatti, nonostante gli abitanti di Venosa e Lavello si fossero offerti di consegnargli le terre, il duca ha rifiutato, sperando in una mossa positiva di Pirro. Tuttavia, una volta intesa la mal disposizione del principe, ha accettato l’offerta e guarnito i feudi: a Venosa aveva lasciato Marino Brancaccio, con 5 squadre, e Luigi da Capua con 500 fanti e 5 squadre di cavalli leggeri. Oltretutto, l’Aragonese ha acconsentito di inviare Gian Giacomo Trivulzio presso il del Balzo.

Successivamente, mentre il duca si spostava da Rendina ad Acquavella, ha saputo che Pirro del Balzo e Andrea Matteo Acquaviva si erano recati a Genzano di Lucania per attendere l’arrivo del Trivulzio: il marchese di Bitonto vuole accordarsi col duca. Alfonso li ha quindi rassicurati. Come se non bastasse, Antonello Sanseverino ha inviato un suo messo all’Aragonese e, nonostante l’ambiguità del principe, lo ha accolto con affetto, promettendo un salvacondotto per lui e tutti i baroni.

Il duca di Calabria ha anche detto di aver incontrato Federico del Balzo, figlio del principe di Altamura, molto preoccupato per il padre: è stato, quindi, tranquillizzato dall’Aragonese.

Il duca di Calabria è stato da Giovanni Caracciolo: lui andrà dal re, mentre il fratello Giacomo Caracciolo andrà all’accampamento con la sua gente d’arme.

Il sovrano gli ha riferito di voler perdonare i baroni, qualora mostrassero intenzione di arrendersi. Ha, quindi, incontrato il duca di Melfi, accogliendolo calorosamente e ha convocato Giovanni da Gagliano.

Troiano de Bottunis, tramite una lettera, ha riferito al re che Antonello Sanseverino dice di non aver inviato il suo messo a Renato II di Lorena, ma a Giuliano della Rovere, il quale aveva ordinato al suo uomo di recarsi in Francia.

1486-11-13