Informazioni sul Documento
Data del documento: 1486-12-10
Forma del manoscritto: original
Testo del Documento
Guidantonio Arcimboldi a Gian Galeazzo Maria Sforza, Foggia
Ha ricevuto le lettere del 26: una, contenente le notizie sui Genovesi e sulle lettere intercettate di frate Ludovico de Mondellis e dei baroni ribelli, dirette a Roberto Sanseverino, alla moglie e ai figli; l’altra, con le informazioni dell’arrivo di Raymond de Grandeves a Genova e della sua intenzione di concedere in feudo la città a Carlo VIII, re di Francia. Il duca, dunque, intuendo che alla base di questa “novità” ci sia la disputa tra Genovesi e Fiorentini, ha provveduto a scrivere a Stefano Taverna, affinché i Fiorentini risolvano la questione.
L’ambasciatore ha riferito tutto a Ferrante I, che ringrazia il duca per averlo informato e, in particolare, per aver chiesto a Branda Castiglioni, vescovo di Como, di perorare la causa dei baroni in suo favore con Innocenzo VIII. Per quanto riguarda le lettere intercettate, attende con ansia che siano decifrate: è adirato perché il Sanseverino si sta intromettendo nella questione genovese. Il re è contento per come stanno procedendo gli accordi con i baroni. Per quanto concerne Sarzanello, non ha da aggiungere altro se non esortare lo Sforza a convincere le parti in causa a perseguire la via della pace: si complimenta per aver dato 1000 ducati a Paolo Fregoso per tenerlo buono almeno per un po’. Il sovrano afferma, inoltre, che non bisogna temere Venezia perché non ha nulla da guadagnare.
L’Aragonese andrà a Manfredonia prima di partire per Napoli.
Gli invia in allegato la lettera che Girolamo Sanseverino ha scritto al papa.
1486-12-10