Informazioni sul Documento
Data del documento: 1486-12-18
Forma del manoscritto: original
Testo del Documento
Giovan Francesco Oliva a Gian Galeazzo Maria Sforza, Salerno
Alfonso d’Aragona è entrato in città e Antonello Sanseverino non ha opposto resistenza: ha inviato Troiano de Bottunis come ambasciatore. Il principe è apparso ansioso e preoccupato, affermando di voler sottomettersi all’autorità del duca di Calabria. Aveva inviato in precedenza un suo uomo a Ferrante I per chiedergli un salvacondotto per esiliare e un castello per far vivere sua moglie e i suoi figli, ma il re non aveva risposto: chiede al duca di poter risiedere ancora un giorno, in attesa che arrivi Ottaviano Bentivoglio con la risposta del sovrano: qualora il re gli concedesse il salvacondotto, partirebbe con moglie e figli per Roma, lasciando il castello nella mani di un uomo scelto dal re. Si è, inoltre, scusato per non aver accolto il duca di Calabria con i colpi di bombarda, ma non voleva che pensasse che lo stesse attaccando. Nel frattempo, aveva inviato anche un uomo dal pontefice. Il duca Alfonso, spazientito, gli ha dato un ultimatum: se non consegnerà la fortezza, la prenderà con la forza. D’altro canto, Troiano dice che, se da un lato il principe dice di non voler sparare colpi di artiglieria per non “offenderlo”, d’altro, ha tante munizioni da poter resistere ad un assedio.
Il Sanseverino è titubante perché Giuliano della Rovere gli ha promesso di inviargli aiuti, come lo ha informato Fabrizio Guarna.
Il duca è salito sul monte per prepararsi ad espugnare il castello: necessita di 500 fanti e delle bombarde.
Il popolo di Cilento si è consegnato al duca, il quale ha inviato Guglielmo Sanseverino con cento provvisionati per assediare il castello e intimare al castellano di consegnare la fortezza e condurre la moglie e i figli del principe a Cilento.
Il castellano di Rocca della Merla e quello di Montevetrano si sono arresi.
Il duca di Calabria ha chiesto a Gian Giacomo Trivulzio di venire con i suoi uomini.
1486-12-18