Informazioni sul Documento
Data del documento: 1595
Forma del manoscritto: codex
Genere: historiography
Funzione: narrative
Fonte: literary
Testo del Documento (Italian)
1595
[Carta 21 recto] La città di Mathera antiquissima nel Regno di Napoli nella provintia d’Otranto nel sino tarentino fra terra distante da Taranto trenta seii miglia et altri tanto da Bari talché sta nel mezzo tra il mare Tirreno et Andriatico.
Chiamorono l’antiqui questa città la chiamorono Choruncia differente però da Acheruncia, detta così dal Fiume Acheron ( Plinio, libro 3 cap. V). Di poi la vittoria di Romani contra Tarantini et Pirro re de li Epiroti, il che fu l’anno mundi 4894 (Cronica, libro settimo, foglio 132). Dicono che Metello romano havesse in questa città posti li presidii et edificataci una torre quale oggi dì si chiama Meteolana d'alora in poi si fussi chiamata Meteola così coma la chiama Plinio (libro 3, cap.l) nel secondo sino d’ Europa e di poiché Pipino figlio di Carlo Magno imperatore fu da detto suo padre mandato contra Venetiani quali sini erani moltissimi nobili retirati in Eraclea, Pipino persequitandoli havesse destrutta Eraclea et Equilio zioè Aquilonia o diciamo Anglone vicino Turso donde il vescovo conserva l’antico titolo; et che ancho questo Pipino o li Romani avante havessero distrutto Metaponto et che questi reliquii di cossì famosa città fussero redatti a Meteola et ultra l’havere magnificata la città per tutto il contado havessera edificati tanti casali et ville et levato il nome di Meteola la chiamassero Mathera ove fussera Meteola, Metaponto et Heraclea uniti e che facesse il bove per arma il quale primo hera arma di Metaponto con Ile spiche in boccha sincomo a quelli territorii sini trovani medaglie scolpite con queste arme però io trovo che Boecii fondatori d’ Heraclea si chiamaroni Boecii dal b.. bove indomito secondo l’historia di Cudimo (Cronica, libro 4, foglio 48) però o che de l’una o de l’altra fussi oggi la città fa per sua arma il bove con tre spiche di grano in boccha e si benne nelle corna tiene la corona questo l’ha per privilegio di re in segno di essere di continuo domanio conservata como a fidelissime di suoi signori.
[Carta 21 verso] Et perché anticamente questa città si trova situata nella provincia di Puglia detta Iapigia da Yapis figlio di Dedalo et che li sono convicini Taranto, Metaponto et Eraclea dirò di questi et di loro signori brevimente alcune cose.
[L’anno del mondo 3965 Iaphiges figlio del gran Dedalo attenese venne in Italia nel Monte Gargano nella cui sommità edificò molte castello et li diede dal suo nome di chiamarsi Iapigia (Cro. liber 4 f. 60) et che oggi sia parte di Puglia et la sua città metropolitana sia Brindisi è stata domminata da più et diversi nattioni. Li Saraceni intesi Ile discordie fra li potencie orientale et occidentale vennero da l’ Egitto et non solo occuparono l’ Africa ma anco la Spagna, l’ Italia et Sicilia et fra li altri Taranto et il Monte Gargano l’anno del Signore 645 (Cro. liber X folio 247) et l’anno 878 li Saraceni multiplicato lloro esercito roynarono Monte Cassino però il summo Pontefice con aiuto di principi cristiani li disfece et cacciò la maggior parte (Cro. liber XI folio 264) [Cristi anno 337].
La Puglia è conterminata nel mare Adriatico provincia del regno di Napoli la quale primo hebbe principio da Yaphiges figlio del gran Dedalo attenese, il quale l’anno del mondo 3965 venne in Italia nel monte Gargano dove edificò molte castelle, et dal suo nome la chiamarono Iapigia (Cro. liber 4 folio 60 et idem liber 12 folio 293). Questa regione è stata chiamata Yapegia situata fra DauniaCalabria, et altri la chiamarono Messapia, Iapedia, Calabria et Salentina et Greci Dauniam vocant. (Idem folio 279 et Plinius in 2° Europe sinu liber 3) Japigia dal figlio di Dedalo et di poi Puglia cognominata da Dauno socero di Diomedes il quale ngi edificò Argirippa città et che la sua città metropolitana sia Brindiso. Però oggi questa antica provincia è divisa in quattro provincie sive Puglia, Capitanata, Terra di Bari et Terra d’Otranto.
Questi populi sono stati dominati da diversi antiqui signori, et di poi uniti li Taranti da Romani fu fatta Brindisi, colonia di romani; et da Roma insino a Brindisi fu fatta l’insilicata per comodità di imbarcare li soldati. Et chiamasi la via Appia quale passa per il nostro territorio per Hescio et Biglione, dove appareno li reliquie di l’insilicata et di poi che Costantino donò l’Italia alla ecclesia romana, che fu l’anno del signore 318 fu sotto il dominio di imperatori greci di Costantinopoli.
[Carta 21 recto] L’anno del Signore 340 li Vandali vennero da Vandalia regione nel settentrione così detta dal fiume Vandalo al convicinio di Polonia essendo stati cacciati dalla loro patria da Geberich re di Goti, ebbero da Costantino imperatore licencia di habitare nella Pannonia dove quaranta anni stettero suditi all’imperio. Di poi Gynserico quarto re di Vandali con i suoi occupò l’ Ispagna et ragunati ottanta milia fra Vandalo e Spagnuolo passando fra il Stretto di Gibilterra subgigò tutta l’ Africa passando poi per la Sicilia e per la Puglia facendosi con Ile arme la strata, andò in Roma et tredici giorni continui la sacchegiò et indi se ni tornò nell’ Africa.
La Gocia è nella superiore Europa contigua alla Dacia et Alemagna, divisa in due regni et havendo Geberich re di Goti cacciati li Vandali da loro patria, Alarico quinto re di Goti passando da la Francia venne in Roma dove stette tanto nell’asedio che per la fame le matre mangiavani Ile figlie et alla fine presa la diede a fuocho et ferro a sacco reservati quelli che fuggivano alle Ile chiese et da Roma venendo a sacchegiare la Puglia et Calabria in Cosenza si morse et fu sepulto in menzo il curso di Basiento fiume.
Al quale essendo successo Artaulfo il quale tornando in Roma ad modo di locuste la disfecera et roynoronj il che venendo all’orechie di Honorio imperatore li diede la sorella per moglie e facendo la pace Artaulfo se ni andò in Strangoti con una parte di Goti, l’altri restarono sotto l’imperio et essendo stati in Tolosa alcuni tempi da Ila furono caziati da li Saraceni et si estinse in Ispagna il regno di Goti anno domini 338.
Anno domini 380 Fridegnius de Gotorum rex per l’estrema avaritia di Romani forzati dalla fame si unì con li Sar.......mati, guadi, Alani, Hunni, Vandali et Marconari et con gran vergogna di Romani sparsero il loro sangue et superato Vilente imperatore sugigorono la Scitia, la Tracia, la Macedonia, Tessalonica, Acaya, Epiro, Dalmacia et tutta la Pannonia. con ogni sorte di crudelità, per l’anno 382 Gratiano imperatore redutta tutta l’ Italia alla vera fede recuperò da Goti tutto il perso.
L’anno 412 Alarico 4 re di Goti di poi molti guerre con Stilone et Saulo iudeo capitanis di Honorio imperatore, al fine per uno anno assediata Roma la prese et sachegiò et passando per Lucania et Apruxo roynandoli a Cosenza si morse.
[Carta 21 verso] 447 - Li Hunni sono gente della Scitia ferocissimi contigui alli monti Rifei de la Gocia et essendo divisi li Goti una parte si chiamò Ostragoti et l’altra Vessagoti. Li Vessagoti cacciarono li Hunni da lloro regno et di poi molti re.
Attalo l’anno 450 re degli Hunni il quale facendosi la strata con il ferro, dibellati et sacchegiati molti regni et ancho Fiorenza volendo andare a sacheggiare Roma, Leone pontifice si andò ad incontrare et li persuase che passasse più avante il che Attila obedì. Del che li barbari maravigliandosi come Attila havia cossì obedito et reverito il summo pontifice disse che mentre parlava con esso videva due hommini armati supra sua testa quali l’amminazavani di volerlo ammazare si non obediva il summo pontifice et sic Roma evasit.
Anno domini 493 Michael Arcangelus per revelattione di papa Gelasio apparse al monte Gargano dove poi si è fatto una suntuosa chiesa et il dì 8 di magio si fa la festa de l’apparittione et alli 29 di settembro si fa la festa de la dedicattione con molta devottione et concorso di gente et da indi in poi si chiama da molti il monte di Santo Angelo in Puglia.
Anno 543 Totila Ostragotarum rex regnum italicum a Gotis sublatum recuperare anixus fuit. Et choadunato un grosso esercito primo venne in Napoli e per tutta l’ Italia sachegiando venne in Roma, la sachegiò brusciò et dirocchò parte di muri et da Ila venne et prese Sicilia et seguito da Iustiniano imperatore mandò Narsete generale dal campo con grosso numero di soldati precise di Longobardi con li quali venendo alli mani fu Totila superato et occiso da Longobardi. Al quale Totila succese Tria (est Theia) re, il quale venendo in Puglia Ila fu seperato et ammazato da Narsete presso a Nocera in un fiume et con questo il regno et nome di Goti si levò d’ Italia, avendo regnati in Italia a Theodoro primo rege anni 72.
Anno domini 567 Longobardi ex Scandavia regione insula in oceano settentrionali prope codanum germanicum, quale insula dicono essere un altro mondo, et da questi è detta Lombardia. Questi vennero contra li Goti chiamati da Iustino imperatore e da Narsete et poi, vinto Totila et Goti, Alboino re di Longobardi lassando la Pannonia dove erani venuti ad habitare con tutte loro moglie et figlii et vinti milia Sassoni con loro armenti et robbe.
[Carta 22 recto] Vennero ad occupare l’ Italia et Agiulfo 4 re raunato l’esercito et destrutte molte città et il monasterio di Monte Cassino, essendo venuto per sachegiare Roma papa Gregorio con il mezzo di Theodolinda regina, fe battizare tutti li Longobardi l’anno 593 et poi l’anno 640 havendo Costantino 324 imperatore mandato Theodoro in Italia contra Longobardi et essendo da Longobardi vinto, il detto imperatore Costantino ragunato un grosso exercito venne in Puglia et sachegiata Nucera se ni andò a Roma et la sacheggiò et roynò insino alle statue di modo che fe più danno questo a Roma in sette giorni che non li barbari per avante in duecento cinquantotto anni.
Dicono che questo Costantino assediò Matera dove erani redutti li Longobardi et che non la possette expugnare et detto Costantino retornando fu ammazato a Seracusa.
Anno 645 - Li Saraceni quali habitani nell’ Egitto, intese Ile discordie di queste parte vennero per la Elesandria sacheggiarono Rodi, l’ Africa et Sicilia et ammazarono da 150 milia soldati de l’imperatore et sugigorono l’ Ispagnia et li Vessegoti però la Granato fi all’anno 1490 a Saraceni fu sugetta.
669 - Primoaldus rex Longobardorum filius Rhomoaldi ducis Beneventi, legges a Rotano rege edite ampliavit et multa utilia capitula edidit isti [macchia] reges Apuliam totam dominaverunt ex qua Apulia regio quinta Italia describitur inqua M.ons Garganus, Barum, Beneventum et Brindisium et alie civitates
et da questi tempi la città di Matera incominciò et oggidì si serve et costuma vivere precise nelli matrimoni Ile legge di Longobardi.
L’anno 774 sub pontificatu pape Andriani li Longobardi superati et vinti da Carlo Re di Francia et preso Desiderio lloro re con la moglie et figlii fu mandato pregione a Leone di Francia et con questo finì il regno di Longobardi havendo regnati 204 anni con 22 lloro re.
L’anno 778 Hyrena imperatrice con Costantino suo figlio havendo inteso il gran nome di Carlo Magno divise con esso l’imperio retinendosi da Napoli a man destra et da Manfredonia a man sinistra con quello che il mare superiore et inferiore contiene incluso la Sicilia, il restante dell’Italia fusse di Carlo Magno re di Francia.
A questi tempi se trovò in un sepolcro antico una lammina d’oro dove era scritto:
«Christus nascetur ex Vergine Maria et credo in eum sub Costantino et Hirene o sol iterum me videbis».
[Carta 22 verso] L’anno 796 Leone 3° papa videndo che l’imperio greco minueva ogni dì incoronò Carlo Magno re di Francia de l’impero romano con il consenso di tutto il populo. Con gride Carolo Augusto da Dio coronato magnifico et pacifico imperatore vita et vittoria et l’istesso giorno declarò et coronò Pipino suo figlio re di Italia et questo fu l’anno 800.
Et essendo remaste Taxillo, duca di Bavaria genero di re Desiderio et Aldegisio figlio di detto re volendo movere guerra per recuperare il regno con aiuto di Greci furono da Carlo et Pipino totalmente estinti.
L’anno 810 Carlo imperatore mandò Pipino suo figlio contra Grimoaldo, duca di Benevento il quale perturbava le terre et Stato de la Chiesa et havendolo odsediato roinò Theano et poi Ortona et Nocera distrugendoli li redusse a suo dominio et Ila fe pregione Grimoaldo et da Ila andò contra Venetiani falsamente accusati et roynò Heraclea et Aquilino vero non so si questa Heraclea et Aquilinio fussi Aquiloniam vicino a Turso quale oggi è destrutta con il titulo solo di vescovo d’ Aquilonia trasferito a Turso o si è altra Eraclea et Aquilino vicino Venezia per essere de l’istesso nome.
L’anno 833 li Saraceni venendo da l’ Africa distrussero Centocelle et tutte Ile ville di Roma insino alla Ecclesia di San Pietro et Paulo et cazziati poi da Berardo nepote di l’imperatore Carlo con l’aiuto di Lombardi e di Guidone lloro marchese, passando per la Puglia distrussero Taranto et in SiciliaPalermo et de Ila cazziati da Bonifacio duca di Corsica et da Genuvesi con battaglie navali con molta lloro stragge se ni tornoroni nell’ Africa et cossì la Sicilia et l’ Italia fu da Saraceni liberata.
L’anno 879 li Saracini venendo di novo da l’ insola di Creta in Italia et roynorono molte città maritime et fra di terra il monasterio di Montecassino et con l’aiuto di Veneziani et altri principi cristiani furono cacciati con molto lloro stragge et cossì l’ Italia et Sicilia fu liberata.
L’anno 904 li Saraceni tornarono da l’ Africa predarono la Sicilia, la Puglia con il Monte Gargano portando in gran moltitudine di preda di hommini et bestiame, però ragunatosi l’italiani con la morte di infiniti Saraceni recuperarono tutta la preda.
L’anno 905 gli Ungari zioè Unni quali vennero dalla Scitia ennero con grosso numero di gente nella Italia, Germania et Francia et con il ferro et fuoco roynarono il tutto senza respetto alcuno et anco Ile carne humane si mangiavani.
[Carta 23 recto] Anno 890 vennero li Normanni con li Dani dal settentrione et occuparono una parte di Francia li quali dibellati da Carolo 6 imperatore facendoli fare cristiani li concese una parte di Francia quale oggi dì si chiama Normandia e da questi poi discese Riccardo secundo et Roberto et Guiscardo li quali conquistarono la Puglia, Calabria et Sicilia et superarono li Venetiani et Alexio imperatore greco.
L’anno 963 li schiavoni quali a tempo d’ Andriano 3° papa si battezoroni vennero dala Macedonia in Italia et caziando li Saraceni dal monte Gargano, totalmente la habitorono.
Il midesmo fe Grimoaldo re di Longobardi re di Longobardi et Carlo Magno imperatore. Li midesmi schiavoni caccioroni li Ungari da Cosenza quali Ila erani stati dal tempo di Ottone imperatore. (Legge melius cronicas perché questi ancho cazziarono li greci da Calabria e da Puglia .
L’anno 1004 Tancredo re di Normani havendo dudici figli cercò di trovare megliori paesi di Normandia et se ni venne in Italia dove nella Romagniola conquistò alcuni paesi et chiamato in aiuto da l’imperatore greco Michele Catalaico per cazziare li Saraceni a Sicilia, Calabria et Puglia con che dividessero l’acquistata ove fu anche il principe di Salerno et di Capua havendoli già cazziati et superati Malochio greco gobernatore di questi provincie non observando li pacti si pigliò la Sicilia donde Goglielmo chiamato Ferrabach figlio del detto Tancredo et capitan delli Normani simulato per alcuni tempi il maltrattamento se ni venne et suggigò la Puglia et per tenere a salvo le sue donne et robbe edificò Melfi: il che inteso da Michele imperatore adunato un grosso exercito venne sopra Goglielmo et essendo alli mani apresso Oliveto terra di Puglia restò vincitore Goglielmo et cossì fu primo detto conte di Puglia et di Calabria et essendo morto Goglielmo succese Dragone contra del quale di novo.
1007 l’imperatore greco mandò Melen capitanio con grosso exercito et quasi li cacciò di Puglia, però Drogone Drogone resarcito l’esercito subito ricacciò li greci et recuperò tutto lo perso.
1050 Gottifredo 3° conte si pigliò Benevento città de la Chiesa, del che sdegnato il papa unitosi con l’imperatore (greco), fu preso il summo pontifice [carta 23 verso] con molti cardinali pregioni da Gottifredo il quale como a buono cristiano con molta reverencia et honore li remandò liberi a Roma per lo che Leone papa li concese tutte quelle provincie et luochi acquistati.
L’anno 1059 a questo succese Roberto Guiscardo ominò Calabria et Puglia et deppiù Troya quale era del papa, del che il papa sdegnato fu molto di questo, ma poi travagliato dalli baroni si unì con questo Roberto a l’Aquila et detto Roberto relassò alla chiesa Benevento et Troya per llo che il papa li diede titolo di duca di Calabria et di Puglia d [macchia] quanto havria acquistato et possideva cose legittimo herede et possessore et detto Roberto redusse tutti li baroni con forza di arme alla obediencia del summo pontifice et di poi acquistato l’ Abruzzo et altri luochi si fe tributario de la chiesa et con il consenso di Goglielmo et Goffredo suoi fratelli se intitulò re di Calabria et di Puglia.
L’anno 1086 a questo succese Rugiero suo 2° figlio per essere Boemundo primo nato nella Grecia et essendo Rogiero in Sicilia contra Saracini Boemundo lo levò Melfi et parte di Puglia, però poi per l’amonittioni del santo pontifice Urbano si pacificarono et volse Rugiero che tutti gli stati fussero co(niunt)i con Boemundo et fatto exercito di dudici milia hommini li mandò [cancellato Boemundo] con Tegredo suo figlio [ Boemundo, cancellato] nella recuperatione di Hyerusalem colli altri exerciti di principi christiani.
L’anno 1099 Boemundo prese Antiochia in Asia et se ni insignorì et persa l’ Antiochia essendo stato pregione tre anni, Tancredo suo nepote lo redimette con molto thesoro et li recuperò Antiochia l’anno 1102.
L’anno 1126 Goglielmo figlio di Rugiero havendo regnato sedici anni et volendo andare a condurre la figlia di Alexio imperatore greco sua promessa moglie lassando raccomandato il stato a Calisto pontifice venne Rugiero figlio dell’altro Rugiero conte di Sicilia suo consobrino per parte di donna et occupò il stato et [cancellato, Boemundo] Goglielmo senza moglie et stato se morse a Salerno senza figlii.
Il detto Rogiero 2° di poi fatto detto acquisto volse essere chiamato re et avendo fatte alcune guerre con Innociencio 2° papaGoglielmo suo figlio duca di Calabria in una battaglia liberò il padre et fe pregione il papa con li suoi cardinali et Rogiero con ogni modestia liberò il papa et li cardinali [carta 24 recto] et Rugiero hebbe dal papa quanto volse ecetto il titolo di re et essendo poi Innocencio papa cacciato di Roma da Anacleto, papa adultero, cacciato da RugieroAnacleto et reposto Innocencio nella sede fu Rogiero da detto Innocencio declarato re de l’una et l’altra Sicilia l’anno 1130 et poi detto Rugiero et con questa auttorità Rugiero si fe tributario. Il re di Ture si prese molte città et insule nell’ Africa et Grecia et fu il primo Re di Napoli.
L’anno 1156 Goglielmo suo figlio succese nel regno di Nap(oli) zioé di Puglia et Sicilia et subito occupò Benevento et altre città de la Chiesa, per lo che da papa Andriano fu escomunicato et chiamò nel regno Emanuele imperatore greco con certi conditioni, il che saputo da Guglielmo fece migliore offerte al papa al che non consentendo li cardinali, Goglielmo con suo esercito se ni venne in Puglia contra il greco et del pontefice et rihebbe subito la Puglia del che sdegnato il pontifice contra cardinali investì [cancellato, declarò] Goglielmo di novo re de l’uno e de l’altro regno, con che jurasse perpetua fideltà alla Eclesia et de equa avante li re di Puglia ciascun anno si fecero vettigali tributarij alla Eclesia.
L’anno 1167 Goglielmo 2° figlio del detto succese al regno essendo papa Alexandro molto strettamente travagliato a Roma subito li mandò due galere et molti denari et per il Tevere fe fuggire et salvare il papa et poi con grosso exercito se ni andò nella Asia et Grecia dove di poi recuperate et conquistate molte città et regni felicemente morendo lasciò solo una figlia femina monacha Costancia et Tancredo bastardo.
L’anno 1189 Tancredo bastardo si fe tyranicamente re di Sicilia et perciò Clemente papa pigliata secretamente Costancia monacha professa et la diede per moglie ad Herrico quinto figlio di Federico Barbarossa con dote del regno di Sicilia et ultra faro con il perpetuo censo feudatario alla chiesa, nella cui venuta atterrito Tancredi se ni fuggì et reincluso in Napoli dove dopo lungo assedio fu ammazato.
L’anno 1190 Herrico V° imperatore germano over svevo chiamato da Celestino papa lo coronò et diede per moglie Costanza figlia di Re Guglielmo et subito con l’esercito se ni venne contra Tancredo et assediandolo in Napoli assaltati da la peste se ni tornò ne la Alemagna lassando assediato Tancredo et di poi uno anno assediato Tancredo et Guglielmo suo figlio furono ammazati et la città sacheggiata et trovate due figliole di Tancredo furono mandate ad Herico le quale fece ammazare et ancho molti pre lui pregioni fece buttare da sopra altissime torri de baze.
[Carta 24 verso] L’anno 1200 essendo morto Herrico fu discordante la elettione de l’imperatore fra Ottone et Philippo fratello de Herrico et di poi molte battaglie Philippo restò imperatore però fu ammazato et da li elettori fu eletto Ottone e dal pontifice coronato et trattando male li romani ni fu rebuttato et esso si mosse contra Federico figlio di Herrico et per forza occupò quasi tutto il regno de lì. Innocenzo papa rahunati molti principi cristiani li levò del titulo de imperatore et li elettori elessero (1212) Federico di anni XX imperatore confirmato dal papa et restituito nel regno di Sicilia et non degenerando dal padre, avo et bisavo trattò pessimamente Ile persone et robbe de la chiesa et andando nella Puglia Ila fu suffocato (ammazato) essendo stato ammalato da Manfredo suo figlio bastardo generato da una sua citella quale già li tarentini si l’haviano fatto signore. Questo Federico di poi havere fatto morire dui figlii suoi generati con Costanza lasciò herede Corrado suo figlio generato con Jola figlia di Gioane re di Hyerusalem quale Corrado similmente fu avelato da Manfredo predetto.
A tempo che questo Federico guerrigiava la chiesa dui fratelli alemanni fra di essi uno pigliò Ile parte della chiesa volendo Federico sapere chi li era contra et chi in favore chiamasi uno guelfo pigliò Ile parte de la chiesa et li suoi sequaci si chamavani guelfi, l’altro fratello si chiamava Gibel et pigliò Ile parte de l’imperatore et li suoi si chiamaroni gibellini; a questo il padre contra il figlio et l’un fratello contra l’altro si vedeva et cossì l’una città contra l’altra et molte fra se divise.
[1253] - Corrado, non obstante che il padre fussi caziato dal regno intrepidamente, con l’esercito venne da Germania con chiamarsi re di Sicilia, d’Apulia et di Napoli et assediato Napoli et per fame la prese et sachegiò, però non finia l’anno per opra di Manfredo fu avelenato.
Manfredo di poi morto Corrado occupò tutto lo regno di Napoli et essendo escomunicato da papa Alexandro pigliò le arme contra la chiesa et con quelle sette di guelfi et gibellini si fecera molte battaglie et sucedendo Urbano IV pontifice sdegnato di questa tyranide convocato consilio declarò re de l’ una et l’altra SiciliaCarolo fratello di Santo Lodivico re di Francia il quale venendo con grosso esercito vicino a Benevento lo superò et ammazò et con questo fu transferito il dominio dalli Germani nelli Francesi. Da questo Manfredo fu chiamata Manfredonia.
[1267] - Carolo preditto avendo ammazato Manfredo et investitosi del regno et accomodate le cose di Puglia et Sicilia se ne andò verso Roma dove inteso [carta 25 recto] in Viterbo che Coradino nepote di Corado svevo chiamato da gibellini Ila fece gran stragge di gibellini et tornato nel regno essendo alle mane con Coradino, fu vinto Coradino et con veste servile esso con il duca di Austria se ni fugereno ad Ostia dove cognosciuti furoni portati a Carolo pregioni in Napoli.
Dicesi che Carlo havesse scritto al pontifice che doveva fare di questi e che il papa li rispondesse «vita Caroli, mors Coradini, vita Coradini mors Caroli » et cossì al Mercato di Napoli a quella cappelluccia vicino il Carmino fece decapitare Corradino et il duca di Austria [12]68 et a tempo che il iudice li diede la sentencia Corradino li disse: «Serve nequam nescis quia per pati? imperium non habet» et subiti iustificati il iudice et il boia per ordine di re Carlo forono ammazati per aversi imbrattate Ile mani di sangue reale. Carlo avendo inteso la morte di Lodovico suo fratello in Africa Ila se ni andò et superato il re di Tunisi se lo fe tributario et tornando trovò che li Siciliani mali trattati nelle lloro donne da Francesi, si herani dati a Pietro d’Aragona al che il papa non consentendo li siciliani consertati in un suono di campane ad hora di vespero, occisero tutti li Francesi et essendo morto Carolo senza figlii, Pietro senza contrarietà fu recepito da Siciliani con dire che quello regno li spettava como a successore di Costanza sopradetta.
1282 - A questo successe Carlo 2° suo figlio il quale venendo a battaglia con Pietro de Aragona lo ferì et perciò se morse lasciando don Gioane et Jacobo figlii et papa Honorio 4 coronò don Gioane re d’Aragonia et Sicilia et questo morendo succese Jacobo il quale per mezzo del re di Inghilterra et di papa Bonifacio 8 fece la pace con Carlo 2 re di Napoli et detto Carlo diede Biancha sua seconda figlia per moglie al detto [ Pietro cancellato]. Jacobo re d’Aragona et a Federico suo fratello li diede Elionora per moglie sua terza figlia con il Regno di Sicilia in dote. Questo Carlo hebbe in figlii 9 mascoli et cinque temine con Maria figlia et herede del re di Ungaria zioé Carlo Martello quale fu re di Ungaria et padre di Andrea il quale succese nel regno di Puglia essendo stato ucciso Roberto fratello del detto Carlo, essendo stato ucciso da Gioana regina, il 2° fu Lodovico monacho, il 3° fu Roberto duca di Calabria il quale succese nel regno, il 4° fu Filippo principe di Taranto padre di Lodovico marito de la predetta Gioana, il 5° Raimundo Berlingario, il 6° Gioane principe d’Ammorea, il 7° don Pietro conte.
[1310] - A questo succese Roberto duca di Calabria il quale morendo senza figlii mascoli lasciò suo successore Andrea suo nipote figlio di Carlo Martello re de Ungaria.
[Carta 25 verso] L’anno 1349 Andrea figlio del re di Ungaria hebbe per moglie Gioana figlia del duca di Calabria sua consobrina e nel terzo anno cognoscendo la innabilità di detto Andrea con consenso di suoi lo fece appiccare: dicesi che lavorando questa Gioana una grossa funa cio(é) cordella di seta et oro domandata da detto Andrea che ne volesse fare, quella rispose che con quella corda lo voleva fare impicare, come già fece, et di poi si pigliò per marito Lodovico figlio di Filippo principe di Taranto similmente suo consobrino; il che saputo da Lodovico re di Ungaria fratello del detto Andrea, venne con li suoi ungari per castigare detta Gioana et essendoci stato tre mesi, apagurato da la peste grandissima che ivi era, se ni tornò in Ungaria. Questa peste fu tale che a mala pena de li dieci uno ni remase.
Gioana virilmente difendendosi da la coniura di baroni ni venne vittrice et regnò 26 anni con Lodovico suo marito et morendo senza figlii lasciò herede si adottò per figlio Lodovico figlio di Re di Francia et per ordine di Urbano papa questa Gioana fu ammazata da Carlo discendente da Carlo primo quello che superò Manfredo et fe morire Corradino svevo.
[1380] - Carlo predetto di poi fatta morire la regina Gioana regnò anni 4 et essendo il re d’Ungaria lasciando solo una figlia se pigliò questo Carlo per marito la quale poco di poi l’anno del Signore 1385 con i suoi igenti lo fe avellenare et questo Carlo con papa Urbano hebbe molte diferencie.
[1382] - Lodovico quale fu adottato per figlio da la Regina Gioana venendo in regno con grosso esercito et havendo combattuto per dui anni con questo Carlo a Ila fu ammazato et dissipati li suoi a dui a dui se ni tornarono in Francia.
[1385] - Ladislao restò di poi avvelenato Carlo suo padre re de Ungaria dove videndo Ile cose sue non andare bene, vendette Ladera a Venetiani et con quelli denari et gente venne in Napoli dove in breve recuperò il tutto. (Regnò anni 28). Questo fe molte battaglie con li pontifici et alla fine per opera di un medico fu avellenato da una figlia de detto medico amata da Ladislao ponendo il napello alla natura a tempo che usava con esso dando ad intendere alla figlia che con questo secreto il re l’havia più amata.
[1399] - Lodovico postumo del sopradetto Lodovico figlio adottivo di Gioana venne et da Alexandro papa li fu concesso il Regno di Puglia il quale combatendo havendo per 3 anni tenuto il titolo solo del regno, morendo senza figlii lasciò suo herede Renato suo fratello, l’altro dicono Loygi d’Angioya che fussi venuto per l’acquisto del regno et che non regnò.
[Carta 26 recto, bianca]. [Carta 26 verso] ( Plinij 2° Heraclea, istoriografi liber 3 in 2° Europe sinu).
Similiter est inter Sirin et AcerinHeraclea aliquam Siris vocitate flumina Talandrum consuetum — oppidum Metapontum quo tertia Italie regio finitur — eclade romana canenses et alii populi genosini [Venusini cancellato] mateolani et venusini JapixDedali filius japigiam quam hodie Apuliam vocant condidit.ù
Ider cronicorum Apulia regio aliqui Japigiam, Messapiam, Calabriam et Silentinam nominant prima sedes Normandorum anno domini 1004 [sopra questa detta, è scritto 891] greci daniam.
Longobardi finem habuerunt superati a Carolo francorum rege anno domini 774.
Eraclea et EquiliumPipinus rex invasit (Cronicorum liber XI de Pipino folio 81...). (Liber 12 c, 278). Robertus Guiscardi normannus, Apuliam, Calabriam et Siciliam devincit et Veneto et Alesium imperatorem grecorum superavit anno domini 891(Cro. liber XI-X).
[778] - Dividitur imperium inter Carolum Magnum et Hyrene matrem Costantini grecorum imperatoris cui Hirene contigit partem que ad desteram Neapolis incipit et ad sinistram Manfredonie quecum infero et superi marem clauditur ac etiam Sicilia: reliqua vero pars Carolo ex Fedore contigit (Liber X cron. Macedonorum rex).
[4920] - Bisimacus pulso PirroHeracleam occupat ( Justi Liber XVI anno mundi 4920, Cro. vide de Tarento).
(f. 133) Plato filosofus et Archita tarentinus anno mundi 4830 (Cro. liber V in circa anno mundi 4904).
(f. 133) Romani pulso Pirro occisis 24 milium hominum de Tarentinus, Curius Dentatus triunfat supra Equilium seu Anglona (Aquilonia) = Aquiloniam Anglonis ad presens Turso ubi episcopus estat clerichus Heracleae civis tirannus vidde facinora duo discipuli Platone interfecerunt ( Iustinus lib. XVl)
Grimoaldus longobardorum rex (dum de Apulia loquitur) Saracenos a Gargano monte expulit (Cro. liber IV) Japigia regio ibidem anno mundi 3975, anno Christi 670(folio 270).
Normandia (Cro. folio 278-7).
Melfin edificat, Apuliam accepit Diomedes longobardorum principum (folio 240) a Scandinavia insula prima decima in settentrionem venerunt.
Quinius tarentinus (Cro. folio 142)
Anibal in Apulia 4993 (folio 139)
Fabius consul delevit Tarentum (folio 140)
Tarentini populi et de Pirro (folio 132 et 134)
Atenensium (folto 36-7)
Beneventum (folio 129-7)
Italie totius ruina anno mundi 1496 (folio 264, 265-7-27)
Taranto da Saraceni (Cro. F. 201 et 2617)
Brindisi (833)
[Carta 27 verso] Anno domini 833 Saraceni seu Mauri ex Cartagine venientes Romam invaserunt Tarentum et Siciliam (Cronicorum lib. XI f. 261 cum sequentibus).
Taranto fu con sua fortillezza presa et occupata da Parthennij cossì chiamati per esser tutti nati d’adulterio di Sparti cioè Lacedemoni greci essendo loro capitanio Falante et cacciati tutti li abitanti constatata perpetuamente da questi successori posseduta cossì come dice Justino hystoriografo liber 3 circa principium. Però nelle Croniche liber 4 dice esser nati di adulterio di Lacedemoni con Ili stesse loro donne di Lacedemona et per non sapere li patri lasciando Ile matre si chiamaroni Spartani. Vennero in Italia con Phalancho lor capitanio, si possero ad abitare appresso di Taranto cazziandoni li vecchii abitatori, anno mundi 4425 avante la natività di nostro Signore anni 724 quali agionti all’anni correnti del Signore seranni 2320 che da questi spurii fu occupato Taranto. Archita fu l’anno 4824.
(Cro., liber 4 f. 48) - Drecij travagliati da la peste vennero in Metaponto et Ila vicino edificarono Heraclea ( Iustinus, liber XVI, vide Plinium A 7 huius folij)
[4602] - Pittagora di poi essere andato per il mondo ad imparare diverse sciencie venne in Cotrone dove stette per anni 20, stette et poi senni venne a Metaponto et lui morse et dalla sua casa ni fecera un tempio dove honnoravani Pittagora come fusse lloro Dio dove fra le altre cose di memoria trovando Ile donne che vestivani lascivamente con veste deaurate riprendendo quelle li diceva che lasciassero dette veste perché erano instrumenti di lussuria et che lo vero ornamento delle donne non consisteva nelle veste ma nella pudicicia cioè onesta ( Iustinus, liber XX et liber cronicarum 4°).
Memuratu digna fugienda essere langor a corpore, imperitia ab anima, luxuria avventre, a civitate sedittio, a domo discordia et a cuntis rebus intemperancia - anno mundi 4702, ante nativitate domini 539.
Metapontum exoque in templo Minerve ferramenta quibus Epeius condidi sunt equum troyanum fabricavit ostentant propter que omnis illa peus ItalieMagna Grecia appellatur ( Iustinus liber 20 f. 171) Troya destrutto anno mundi 4020 (Secondo cronicarum liber 4°).
Talis qui si Epeius edificavit Metapontum fuit ante Cristi natum 1129 anni X et huc usque sunt 2725.(
Roma fuit edificata sub anno mundi 4437 ( Plinio liber 3 cap. 9).