Alta Valle dell’Ofanto (Rocchetta Sant’Antonio)

Il punto di inizio è già un inno all’imponenza del paesaggio. L’alta valle dell’Ofanto è un inno al vento, all’acqua e alla bellezza della forma.

41.0790463, 15.5505766

Descrizione

Nell’alta valle dell’Ofanto si schiude un paesaggio di creste morbide e terrazze scolpite dall’acqua, dove l’Aufidus degli antichi fiume corre con passo lento, a ricordare ogni voce passata lungo le sue sponde. Attorno a Rocchetta Sant’Antonio, il territorio si distende in una trama di campi dorati, boschi radi e pietra chiara che affiora dalla terra, modellando un ambiente severo e armonioso allo stesso tempo. Il vento porta con sé odori di grano, foglie secche e argilla bagnata, mentre lo sguardo segue il corso del fiume che serpeggia tra rive scoscese e guadi nascosti. Su questo scenario si staglia il ponte di Santa Venere, antico custode della valle. Le sue arcate, posate una dopo l’altra come vertebre di un animale preistorico, sorreggono secoli di passaggi: pastori in transumanza, mercanti diretti alla pianura, viandanti che lasciavano all’acqua le loro storie. Oggi il ponte sta lì, saldo, con la stessa fermezza con cui la roccia regge i versanti. È punto di attraversamento, ma anche simbolo di incontro: tra montagna e pianura, tra isolamento e apertura, tra ciò che resta e ciò che scorre via. È da qui che comincia il percorso lucano della ferrovia Foggia-Potenza, direttrice lungo la quale si muove l’itinerario proposto.

Mappa del luogo