Descrizione
Il Vulture si innalza solitario, come un’antica creatura di lava ormai assopita, ma ancora capace di far percepire la forza che un tempo ribolliva nelle sue viscere. È una delle visioni paesaggisticamente più potenti di tutta l’Italia meridionale. Si osserva benissimo da ogni punto, e in particolare in treno, lungo la ferrovia che gli corre alle pendici. I boschi che lo avvolgono, fitti di castagni e faggi, custodiscono arte e storia. Nel cratere dell’antico vulcano riposano i laghi di Monticchio, due specchi verdi che mutano colore con il vento: d’estate brillano come pietre preziose, d’autunno si fanno scuri, profondi, quasi segreti.
Lungo le rive, la roccia ospita l’abbazia di San Michele, sospesa su uno sperone, vigile come un antico guardiano del monte. Le sue grotte, scavate nella pietra, conservano un’atmosfera di raccoglimento, come se le pareti avessero assorbito secoli di preghiere. Più in basso, tra i due laghi, i resti dell’abbazia di Sant’Ippolito. Attorno ai laghi tutto sembra rallentare: il respiro dell’acqua, il passo degli alberi, il volo dei rapaci che tagliano il cielo. Il Vulture non è una montagna da attraversare distrattamente, ma un luogo da ascoltare.