Descrizione
Il monastero greco di Sant’Andrea, fondato probabilmente negli ultimi anni del X secolo, occupava la sommità di una collina a ridosso della valle del Sinni, dove si conserva solo il toponimo. Nel 1053 il turmarca Luca, con i fratelli Pancrazio, Nicola e Candido, dichiara di possedere, per eredità paterna, il monastero di Calvera e, temendo per le condizioni di devastazione in cui versa, desidera offrirlo all’abbazia della SS. Trinità di Cava. L’ingresso nel sistema cavense garantisce la ricostruzione degli edifici monastici, danneggiati dalla conquista normanna, il recupero delle terre appartenute alla comunità e il ritorno dei monaci. Nel 1071, infatti, il monastero ha nuovamente il suo igumeno e continua a osservare le tradizioni greche, pur rientrando tra le dipendenze di Cava, e nel 1186 gravita attorno a S. Maria di Cersosimo, che ne affida la chiesa a Iuncata, signora di Calvera, concedendole in cambio di indossare l’abito monastico e, alla sua morte, di essere accolta nel cimitero del priorato.