Descrizione
Il monastero di S. Giorgio compare per la prima volta in un atto di donazione del maggio 1138. A offrire beni alla comunità, in loco dicitur Gemello, è un tale Guido che, in cambio, ottiene orationes et preces. L’atto è redatto in greco, come gli altri che seguono, relativi agli anni 1138-1143, nel corso dei quali la comunità è intenta a incrementare il proprio patrimonio. Nel 1143 il dominus Ugo, sua nuora Ata, vedova di Stefano, e Ruggero, secondogenito di Ugo, donano l’intero monastero all’abbazia della SS. Trinità di Cava, attraverso il tramite di S. Maria di Cersosimo. L’appartenenza al circuito cavense è confermata dal privilegio pontificio di Eugenio III, nel 1149, ma vent’anni più tardi, la bolla di Alessandro III non ricorda più S. Giorgio tra le pertinenze di Cava. Nel 1178 il priore di Cersosimo affida la chiesa a Pietro e suo figlio Adamo, a patto che ne migliorino le proprietà. Attualmente i ruderi di un monastero si rintracciano all’interno di una proprietà privata, in contrada San Iorio, su una collinetta di fronte all’attuale centro abitato.