Tramutola, Monastero di San Pietro

Il monastero di S. Pietro è edificato ex novo intorno alla metà del XII secolo, ad opera di Giovanni, monaco cavense, ed è il nucleo embrionale del futuro centro di Tramutola.

Descrizione

Il monastero di S. Pietro di Tramutola è ricordato per la prima volta in una cartula concessionis del 1136, a questa data non è ancora un monastero ma una piccola cappella rurale nata dalla pietà di alcuni consortes, che abitano nel comitato di Marsico. L’ecclesia sorge nella valle di Tramutola, forse non lontano dal corso del torrente Bussentino, ed è accompagnata da una cospicua dotazione fondiaria. Nel 1144, per volontà del vescovo di Grumento Giovanni e di tutto il capitolo diocesano, entra nel patrimonio cavense, destinata a divenire luogo di accoglienza per i monaci che transiteranno nella valle. Tra il 1153 e il 1154 alla cappella si affiancano gli ambienti monastici, intorno ai quali comincia a raccogliersi il casale di S. Pietro, la nova Tramutola, dando vita a un importante feudo monastico. Nel 1166 il monaco Giovanni, artefice delle fortune della chiesa di S. Pietro, è divenuto vescovo di Grumento ed elargisce alla cappella anche il diritto di seppellire i morti.