La questione ferroviaria

"La Squilla Lucana", Potenza, a. X, n.171, 8 giugno 1910, pag. 1, Stabilimento Tipografico C. Spera.

1910
Carmine Cassino, Fulvio Delle Donne
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Informazioni sul Documento

Data del documento: 1910

Forma del manoscritto: modern_print

Fonte: documentary

Testo del Documento (Italian)

1910

Finalmente pare che la nuova rete ferroviaria della Basilicata, che dovrà mettere questa provincia in comunicazione da un lato più direttamente con la provincia di Bari e dall’altro con l’interno delle Calabrie, avrà la sua esecuzione.

Se ciò avverrà, avverrà per l’assunzione di imprese private, giacchè, dato il modo come lo Stato s’è sovraccaricato d’oneri, forse mai per opera dello Stato se ne sarebbe avuta l’esecuzione.

Queste ferrovie esigeranno una spesa di oltre un centinaio di milioni.

Si potrà forse osservare che una somma così ingente si fosse spesa per la ricostituzione economica, specialmente agricola della provincia, provvedendo per ora a migliorare le comunicazioni con mezzi più economici, come automobili o tranvie, o aspettando che l’incremento della produzione e del traffico giustificasse o imponesse la rete ferroviaria, si sarebbe fatto meglio.

Ma in Italia bisogna prendere quel che si dà e quel che si può a rischio di non aver nulla.

Intanto, pur riconoscendo l’importanza della nuova rete, si debbono ben capacitare le popolazioni di Basilicata che nulla o ben poco si otterrà con esse, se non procede di pari passo un più intenso sviluppo della produttività del paese.

Come pure, di fronte alle contestazioni che cominciano a sorgere tra i comuni per le varianti, è bene avvertire che la Basilicata è quella che è, cioè un paese eminentemente alpestre, dove non si può pretendere che le ferrovie tocchino gli abitati posti sulle cime dei monti, nè le ferrovie sono un mezzo di comunicazione, che può subordinarsi alle esigenze e peggio alle velleità municipali.

Per non aver proceduto con criteri larghi nel fare la rete stradale e rotabile, in modo da creare grandi arterie, a cui mettessero capo le vie comunali, si è disordinata la rete stradale e si è sovracaricata la provincia di spese.

Non si ricada dunque nello stesso errore a proposito delle ferrovie; e si consideri pure che tutte queste dispute sulle varianti possono essere occasione e pretesto a rimandare alle calende greche la stessa costruzione delle ferrovie.