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Lagonegro
Mito o realtà? Lagonegro vive inseguendo la bellezza di Monna Lisa, ma ancor più accattivante è la storia e la natura che la avvolgono
Un paesaggio magnifico. Il richiamo della Storia. L’incantesimo dell’ingegno umano. Sono gli elementi che si combinano su un itinerario unico per fascino e bellezza.
Il confine calabro lucano è attraversato da una direttrice che condensa in sé la bellezza del paesaggio, il peso della storia e il fascino dell’ingegneria: la vecchia linea ferroviaria da Lagonegro a Spezzano Albanese, colonna vertebrale su cui si è retto l’arrivo della modernità in quell’angolo di meridione tra i più aspri e arcaici. Un’opera ricca di ardite architetture ferroviarie, dai ponti sospesi alle gallerie elicoidali, disposte su un paesaggio unico, dominato da una natura potente e puntellato da centri storici di pregio, custodi di tracce importanti della storia politica, sociale e artistica del Mezzogiorno. Oggi, attraverso un rimarchevole intervento di recupero e valorizzazione dell’antico tracciato da parte della Regione Basilicata (ancora in itinere), la vecchia linea ferroviaria è divenuta una greenway molto ricercata, e conosciuta come “ferrovia ciclabile lucana”, che si estende al momento lungo il tratto lucano tra Lagonegro e Viggianello, per un totale di 32 km.
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Mito o realtà? Lagonegro vive inseguendo la bellezza di Monna Lisa, ma ancor più accattivante è la storia e la natura che la avvolgono
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La via per le Calabrie si snoda ai piedi di questo gigante polimorfo, dalle vette a cuspidi o arrotondate, verde d’estate e imbiancato d’inverno, grande padre delle genti a valle
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Un’oasi paradisiaca che si alimenta delle acque del monte Sirino, punto di riferimento di tutta la valle del Noce e suo fiore all’occhiello dell’offerta turistica
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Il paese su tre colli: incantevole visione di un suggestivo medioevo brulicante di sapori e storie, tra gli ulivi e le ginestre e i ponti medievali sul fiume Noce
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Distesa sulle dolci alture a ridosso del monte Armo, che sembra inghiottirne parte di essa, Lauria conta due rioni urbani e ben 94 contrade: è un mosaico di identità
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Nella competizione di imponenza in cui sembrano sfidarsi i monti dell’area sud lucana, l’Alpi appare come il più slanciato, il più sinuoso, il più aitante: di fatti, un dio greco!
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Rotonda è il cuore lucano del Parco del Pollino, domina la valle del Mercure, e offre al visitatore un accattivante mix di natura, storia e tradizioni
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Uno dei borghi più belli d’Italia, a guardarlo è come se si arrampicasse sulla costa del suo colle, su cui svetta l’antico castello, oggi rinomata dimora.
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