Informazioni sul Documento
Data del documento: 1827
Forma del manoscritto: modern_print
Fonte: documentary
Testo del Documento (Italian)
1827
Grandi memorie risveglia il Mercure nella mente degli archeologi! È desso l'antico Laus, lungo il cui corso fino alla marina di Scalea non poche famose città fiorirono. Basterà rammentare l'antica Lavinium, oggi Laino, e la rinomata Tebe Lucana, di cui sparsi tuttora miransi tra i campi gli avanzi, e le non poche preziose reliquie che la terra nasconde, e dalla quale giornalmente si estraggono monete e bellissimi vasi italo-greci, e siculi.
Lasciato il Mercure, ci disponiamo ad ascendere la salita di Rotonda, la cui asprezza è compensata dalle belle piante che pendono da quelle rupi. I rosei fiori dell'Asperula calabrica, e le azzurre corolle della varietà irsuta della Campanula fragilis spiccano sulla bianca roccia di cui questo monte è composto. La situazione di Rotonda è delle più pittoresche e ridenti; essa è ben definita dal suo nome, giacché occupa un’isolata montagna, tutto all'intorno della quale, in anfiteatro disposte, fino alla cima le sue abitazioni si allogano. La piazza che la consolare attraversa ha l'aspetto d' una deliziosa terrazza. Essa è ornata di buone botteghe, che possono servir del caffè e de' gelati. Per meglio goderne l'orizzonte bisogna ascendere sul terrazzino del locandiere Paonessa. Libero lo sguardo domina da quel punto la sottoposta vallata, nel cui fondo serpeggia con argentei giri il Mercure. Quindi le colline, che per gradi elevandosi, danno la mano ai soprapposti monti, che si avanzano al Sud-Est verso Campotenese, e si disegnano al mezzogiorno sull'azzurro fondo del cielo. Addossati al paese sono i monti della regione settentrionale, che comprende le più basse falde de' monti di Rubbia, e del Pollino. Assai popolato scorgesi questo paese, soprattutto di sciami di fanciulli, che sulla gran piazza si adunano, inoperosi ed ai viaggiatori molesti.