Informazioni sul Documento
Data del documento: 1827
Forma del manoscritto: modern_print
Fonte: documentary
Testo del Documento (Italian)
1827
Alle 5. muoviamo da Castrovillari, e per discendere sul piano, attraversiamo un tratto di strada costeggiato di folti boschi di querce a sinistra, e da vaste coltivazioni di biade a dritta. Per la prima volta ne' campi tra i seminati osserviamo rigogliosamente crescere la liquirizia. Alle 7, lungo la strada, incontriamo il corriere a cavallo che scortato da un gendarme da Cosenza recasi a Castrovillari. Dopo mezz'ora di cammino ci troviamo su di un bellissimo ponte a tre archi, che fa parte della nuova strada da Morano a Spezzano Albanese. Esso è fabbricato su di un fiumicello, che ci vien detto chiamarsi l'acqua di S. Antonio, ma che opiniamo poter essere un ramo dell' Esaro. Non pochi straripamenti abbiamo veduto in questi luoghi; la qualità del suolo favorisce le frane; esso è composto di argille bianche, o rossicce; tra quali lussureggia la liquirizia.
Elevandosi la strada, alle 7 ci troviamo su di un’altura, dalla quale si domina tutto il tratto della Calabria, da Cassano fino al mare Ionio, col sottoposto corso del Sibari, che nel Crati, a poca distanza dalla foce, si scarica. Le siepi lungo la strada son composte di lentischi, felci, ginestre; e tra l'erbe vi nascono lo scolimo macchiato, l'acanto, il cisto monspeliaco, il cardopato, l'eringio campestre: piante che annunziano mai sempre la qualità argillosa del suolo ove vegetano. Tutto il terreno è piantato di ulivi, e le nuove piantagioni di questo albero, vediamo praticarsi per mezzo di pali conficcati nella terra: metodo adottato nel resto delle Calabrie, in Terra di Lavoro ed in molti luoghi del Regno. Di olio si fa a Castrovillari commercio, e se ne distinguono due qualità, il crudo ed il cotto; quest' ultimo destinasi a bruciare, e proviene dalla peggior qualità delle olive, che per abbondare di mucillagine si sottopone a lieve cottura, perché non vada in fermentazione. Lungo la strada incontriamo persone isolate armate di schioppo, che potranno appartenere alle guardie civiche o forestali, ma che non piace vedere in questi luoghi.