Informazioni sul Documento
Data del documento: 1928
Forma del manoscritto: modern_print
Fonte: documentary
Testo del Documento (Italian)
1928
Km. 64,7, m. 967, altro bivio a sinistra per Rotonda. Subito dopo, si oltrepassa a sinistra la cantoniera di Campo Tenese e una cappella; poi la carrozzabile, abbandonato il piano, piega a NE per aggirare il massiccio della Dirupata m. 1405 (a sinistra, a poca distanza dalla strada, i ruderi di un fortino) e trovare un passaggio fra questo e le alture del Tirone, quello e queste brulle e con roccia bianca affiorante. Giunti alla linea di displuvio, ci si affaccia alla valle che, dalla sua natura, prende il nome di «Dirupata» e che si incunea fra la montagna di tal nome e i contrafforti della Coppa di Paolo, che si riallaccia a E alle tre vette del Pollino. Il magnifico gruppo montuoso appare nella discesa più maestoso quando si scorge in basso la piana del Coscile e del Crati, verso la quale esso cade come un’enorme bastionata. La valle ai piedi della montagna, fra la Dirupata e il cono del Monzone m. 1051, solcata da rivoli d’acqua e da filari di pioppi e verde di campi e di prati, è quella di Morano Calabro. Di questo non si scorgono che il castello diruto e la chiesa di S. Pietro sull’alto. La strada, che fin quasi a Morano mantiene il nome di «Dirupata», si svolge sul tracciato antico a pendenze eccessive, severamente rovinata dalle piogge. Si attraversa il vallone del Carbonaio, popolato in basso d’ulivi; a destra si stacca la carrozzabile, per la parte alta di Morano; si contorna da N lo sperone, sul cui versante S si arrampica Morano, e si tocca la parte inferiore dell’abitato.
Km. 74 Morano Calabro m. 650, ab. 5513 (alberghi: Armentano, 3 cam.), paese vivacemente pittorico, con le case che si dispongono in allineamenti attorno a un colle conico e così strette fra loro che sembrano formare un’enorme macina coi fori neri delle finestre. È interessante per opere d’arte nelle chiese.
Chiamavasi un tempo Summuranum, e non ha avuto particolari vicende. Si vede a destra un largo, sul cui lato sinistro è la chiesa di S. Bernardino fondata con annesso convento di Minori Osservanti nel 1452, da Pietro Ant. Sanseverinoprincipe di Bisignano, consacrata nel 1458 da Rutilio Zeno (che probabilmente donò il polittico), raro esempio dell’arte del XV sec. in Calabria, quantunque in parte alterato nel ’600. L’esterno non ha alcuna importanza architettonica […] Per un portale ogivale, chiuso da porta lignea del ’400, si entra nell’interno a una navata, con a destra 3 cappelle intercomunicanti fra loro e aperte verso la navata con archi ogivali, in modo da simulare una navata minore, mentre a sinistra le cappelle non sono state costruite per la presenza di un chiostro. La navata ha un bel soffitto carenato e depresso, del ’400, di tipo veneziano. Subito a destra, dell’ingresso, arco di pietra con decorazioni di cherubini, poi una statua lignea di S. Bernardino, del ’600; alla parete sinistra pulpito ligneo del 1611. All’alt. magg. (che è sotto l’arco trionfale, ogivale) grandioso polittico di Bartolomeo Vivarini (firmato e datato 1477, restaurato nel 1923); nell’alto, Cristo uscente dal sepolcro, tra i Ss. Adamo, da P. e vesc.; in basso, Madonna col Bambino fra i Ss. Fr. d’ A. e Bonaventura; lateralmente, a sinistra, i Ss. Battista, Nicola da Bari, Caterina d’ Alessandria; a destra, i Ss. Girolamo, Ambrogio (?), Caterina da Siena nella predella, Gesù e gli Apostoli. Sopra il polittico è un fastigio ligneo barocco, opera di Giovanni Piero Cerchiaro (1667), che armonizza abbastanza elegantemente con la cornice del polittico. Nell’abside, coro ligneo semplice e legno intagliato. A sinistra è la sagrestia, con soffitto e armadi lignei, del ’400. A sinistra della chiesa è il chiostro quadrato, a pilastrini ottagonali, pure del ’400. — Da S. Bernardino una strada in serpentina sale alla parrocchia (Maddalena), una delle più grandiose e interessanti chiese barocche della Calabria. Facciata del 1844. Vasto interno a croce latina a tre navate. Nell’abside, elegante coro ligneo barocco e, al disopra, bella espressiva statua marmorea della Maddalena. Nella navata mediana, pregevole pulpito ligneo barocco. Agli altari laterali alla cappella maggiore, due gruppi marmorei della Maddalena col Bambino (quello a destra, di Antonello Gaggini; l’altro, della scuola). Al 2º altare sinistro, bella tela del ’600, con Incoronazione di Maria e i Ss. Girolamo e Nicola da Bari. — Davanti alla chiesa, tre colmi ombrosi. Il resto del paese è formato da viuzze strettissime, in viva salita e assai disagevoli. Nella parte bassa di Morano, a destra, la chiesa di S. Nicola con portichetto ogivale del ’400. Nella parte alta, la chiesa di S. Pietro (nell'interno croce argentea del 1445, col nome di Antonello di Sassonia, che per alcuni è l’autore, per altri il donatore). Dal cui parapetto vista della valle pittoresca; a destra, ruderi del Castello normanno. A O del paese, il convento dei Cappuccini (bel panorama), nella cui chiesa, del ’600, lavori di intaglio e di tarsia.