Informazioni sul Documento
Data del documento: 1941
Forma del manoscritto: modern_print
Genere: historiography
Fonte: documentary
Testo del Documento (Italian)
1941
Circa le origini di Mormanno una tradizione locale1 vuole che esse siano dovute ad un nucleo di genti venuto da altre regioni italiane già conquistate dai Longobardi per contrastare a questi il passaggio ed ostacolarne l’avanzata. Questa ipotesi verrebbe così a porre l’origine della cittadina negli anni 568-85 circa e cioè nel periodo che corre tra la calata dei Longobardi in Italia e la loro prima venuta in Calabria.
Ma di certo i poveri Italiani indeboliti ed avviliti dalle incursioni e dalle invasioni barbariche e dal lontano dominio di Bisanzio non potevano neanche avere l’idea di opporre una misera e stentata difesa occasionale quale sarebbe stata quella di Mormanno, quando anche le più potenti e difese fortezze avevano dovuto piegare agli assalti dei Longobardi, che occupando prima i luoghi strategicamente più importanti avevano sottomesso in pochissimi anni appena l’Italia settentrionale e la Toscana e già nel 571 erano padroni di Benevento.
La fondazione di Mormanno, ancora senza che ne venga data alcuna dimostrazione, è posta su un tempo oscillante tra i sec. VII ed VIII, mentre un’altra tradizione che risale ad un erudito di Mormanno del sec. XVIII2 la attribuisce invece a genti dei dintorni di Cosenza sfuggite alle grandi invasioni saracene della fine del sec. IX, culminanti in quella del 902 capitanata dal califfo Ibraim Ibn Amhed. Ipotesi questa che è stata ripresa di recente3 e modificata riferendo l’epoca dell’origine della cittadina al decennio 975-986; cioè circa al tempo in cui sorsero i cosiddetti che dalle alture circondano Cosenza.
I quali appunto sarebbero stati fondati in seguito all’assedio ed alla caduta di questa città nel 9764 nelle mani di Abu-l-Kasem Ibn Hassan dai cosentini scampati alla furia saracena che nel 988 si abbatteva nuovamente su di Cosenza rimanendovi stabilmente per quasi un decennio.
Ma tutte queste scorrerie saracene più o meno lunghe non si arrestarono più a Cosenza in modo da rimanere libera ed indisturbata da attacchi mussulmani la parte più settentrionale della Calabria. Che anzi nel 976 il fratello di Abu-l-Kasem scorrazzava per la Calabria settentrionale e la Lucania e la Puglia e poi intorno al 986 continuamente i saraceni molestavano e desolavano oltre la Calabria e la Lucania anche tutta la Longobardia5.
Gli scrittori che sostengono queste ipotesi, vogliono poi dare l’etimologia del nome di Mormanno facendolo derivare da una primitiva forma latina Miromagnum che riferiscono o alla grandezza meravigliosa del miracolo avvenuto a Cosenza quando Ibraim Ibn Amhed fu secondo la leggenda abbattuto da un fulmine nel 9026 o all’ampiezza della visione panoramica che si gode da Mormanno7.
A parte il fatto che Ibraim pare sia morto in una chiesetta per una dissenteria che decimò anche le sue bande8 e l’altro che analogamente molti altri abitati posti in luoghi panoramici avrebbero dovuto avere nome uguale o simile, è importante notare come le varie denominazioni di Mormanno non siano state in ordine cronologico le forme Miromagnum, Miromando, Mormando e quindi Mormanno come è stato erroneamente supposto9.
Il contrario invece appare dalla documentazione che mi è stato possibile riunire. Infatti Mormanno nel documento latino con cui nel 1101 Ugo di Chiaromonte dona la terra al vescovo di Cassano è designata Miromannum10; in una carta greca del 1108 Μυρομανα11: designazioni queste che si equivalgono e da cui deriva la forma Μiromannum o Miromanum che appare nella traduzione latina eseguita nel sec. XVII da un originale greco della vita di S. LeoLuca da Corleone12. In altro documento latino del 1274, Mormanno appare come Miromagna; in un altro ancora esso latino del 1341, Miromagno13. E successivamente in una carta latina del 1433 rilasciata da Luigi III d’Angiò, Miromannum; in altra anche latina di Alfonso I d’Aragona del 1443, Miromannum; in una successiva in latino del 1465 di Ferdinando I d’Aragona, Miromagnum.
Ma ancora in un documento in volgare del 1472 dell’Archivio di Stato di Napoli che descrive i beni dei Sanseverino principi di Bisignano, Mormanno appare come Miromando14; in una lettera anche in volgare del 17 aprile 1496 diretta da Castrovillari da Bernardino Bernaudo giureconsulto cosentino vissuto alla corte aragonese ed a quella di Ferdinando il Cattolico, a di G. Gioviano Pontano, Morimanno15; in un privilegio in volgare concesso all’Università di Mormanno il 21 febbraio 1504, Morimanno; nella Platea del Vescovado di Cassano redatta in latino nel 1510, Miromagnum; nella lettera datata 27 marzo 1524 di Pietro Summonte a M. A. Michiel sull’arte napoletana, Giovanni Donadio architetto nativo di Mormanno è detto Mormando16; in un documento in latino del 26 gennaio 1546 riguardante Morano ed ancora inedito ricorre spesso la designazione Miromagnum, mentre in altro sullo stesso argomento a proposito di Mormanno del 27 maggio 1546, Miromannum17.
Nell’opera redatta da G. BARRIO, Mormanno è detta Merimagnum18; in una inscrizione del 1578 incisa sul bel fonte battesimale marmoreo istoriato nella chiesa di S. M. del Colle di Mormanno, Mirumagnum19; nella storia del P. G. Marafioti, Murimanno20; in una inscrizione del 1677 su un pesante calice d’argento massiccio della chiesa di S. M. del Colle, Mormando21; nella storia del P. G. Fiore, Murimanno22; in una relazione in latino del 1706 circa la diocesi di Cassano, Mormannum23; nell’opera del P. E. Amato, Mirimagnum ed anche Mormanno24; designazione finalmente quest’ultima che appare ufficialmente usata dal sec. XVIII25.
1 A. CAVALIERE,Vicende storiche ed uomini più illustri diMormanno ,Castrovillari, 1931, pagg. 6-7. Ristampato nel 1939; la prima parte di esso pubblicata anche in «Brutium», 1939, pagg. 63-66. ↩
2 POMPONIO PIRRONE apud E. PANDOLFI,IlBeato Leoluca Abate eMormanno ,Castrovillari, 1909, pagg. 15 e 17. ↩
3 F. LO PARCO,L’origine diMormanno Calabro etc.in «Brutium», XIX, (1940), pag.199. ↩
4 LUPO PROTOSPATARIO,Rerum in Regno Neapolitano gestarum breve Chronicon sive Annalesin «M.G.H.SS.», V, 51. ↩
5 ↩
6 P. PIRRONE apud E. PANDOLFI,IlBeato Leoluca etc., cit., pag. 16; O. DITO,Gli Ebrei diCalabria etc., Rocca S. Casciano, 1916, pag. 22. ↩
7 A. CAVALIERE,op. cit., pag. 9;F. LO PARCO,L’origine diMormanno etc., pag. 16. ↩
8 A. CAFFI,Santi e guerrieri di Bisanzio nell’Italia merid., in «Le Chiese Basiliane» di P. ORSI, Firenze, (1929), pag. 278. ↩
9 A. CAVALIERE,op. cit., pag. 9;F. LO PARCO,l. e.pag. 16. ↩
10 Per Monsignor Vescovo di Cassano Barone delle Terre diMormanno eTrebisacce contro lo R. Fisco, allegazione a stampa del 1689; Nella trascrizione che di questo documento dà in parte A. MINERVINI,Cenno storico sulla Chiesa Cattedrale diCassano etc.Napoli, 1847, pag. 35 invece della forma diMirimannumappare,Mirimanda. ↩
11 G. ROBINSON,History and Cartulary of the GreechMonastery of St. Elias and St. Anastasius ofCarbone , in «Orientalia Christiana», vol. XI-5 n. 44, XV-2 n. 53, XIX-1 n. 62, Roma, 1928-30, vol. XV-2 doc. XVII-66; APPEND. DOC. n. III. In una notizia che di questo documento dà D. MARTIRE,LaCalabria Sacra e Profana,Cosenza, 1877, I, pag. 147 è usata la forma,Murimanno. ↩
12 P. O. GAETANI,,Vitae Sanctorum Siculorum etc., Panorini, 1657, II, pagg. 80 segg. ↩
13 Archivio di Stato di Napoli, vol. 155, fol. 992, cit. da E. PANDOLFI,l. e., pag. 14. ↩
14 Il documento è riportato da L. PAGANO in D. CERBELLI,Monografia di Mottafollone etc., Napoli, 1859, pag, 17. ↩
15 Le istoriedi MONS. G. B. CANTALICIO etc. tradotte da S. GUATTROMANI, Napoli, MDCCLIX, append., pag. 119. ↩
16 F. NICOLINI,L’arte napoletana del Rinascimento etc., Napoli, MCMXXV, pag. 172. ↩
17 Platea et SentenciaMorani , ms. pergamenaceo della Biblioteca Severini diMorano ↩
18 G. BARRII, 29De antiquitate et situCalabriae etc., Romae, 1571. ↩
19 APPEND. DOC. n. XIV. Per una sommaria descrizione dell’opera, v.Inventario degli oggetti d’arte, II,Calabria, La Libreria dello Stato, MCMXXXIII-XI. pag. 204 e ill.;Elenco degli Edifici Monumentali, vol. LVIII-LX, La Libreria dello Stato, 1938-XVII, pag. 128. ↩
20 P. G. MARAFIOTI.;Croniche et Antichità diCalabria etc., Padova, 1601. ↩
21 APPEND. DOC. n. XV. Per l’opera v.Inventario etc., cit. II, pag. 203. ↩
22 P. G. FIORE,Calabria illustrata etc., Napoli, 1691, I, pag. 97. ↩
23 Ms.posseduto dallo scrivente. ↩
24 Pantopologia Calabra etc. auctoreFR. E. DE AMATO, Napoli, MDCCXXV, pag. 244. ↩
25 G. M. ALFANO,Compendio portatile di tutte le dodici provincie che compongono ilRegno di Napoli , Napoli, 1798, pag. 74. ↩