Rionero verso la contemporaneità

Notizie storiche della valle di Vitalba, vol. IV, V. Vecchi, Trani 1899, pp. 69-75 [estratto n.6]

1899
Carmine Cassino, Fulvio Delle Donne
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Data del documento: 1899

Forma del manoscritto: modern_print

Genere: historiography

Funzione: narrative

Fonte: literary

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1899

Si aumentava dunque lentissimamente quel «luogo estraordinario di Atella »1, perché coloro, che la malaria ricacciava via dalla città durazzesca, preferivano risalire il versante boreale della valle, quando, al sorgere del nuovo secolo, un fatto economico di molta importanza si determinò nella zona di territorio, che dal Vulture si stende al Triepi o all’ Ofanto: il disboscamento, cioè, e la coltivazione sia del Gualdo, per conto del feudatario di Atella e del vescovo di Melfi, sia di Pian Comune e di Serr’Alto, per conto del cardinal commendatario di Monticchio. Or questo fatto originò, improvviso, il rapido accrescimento della popolazione di Rionero, in cui parve si fossero dati d’ogni parte la posta braccianti, vetturali, artieri, fondacai, negozianti, fittabili. Eran tuttora non più di cinquecento, sul cadere del secolo XVII2: salivano a tre mila nel 17353, un anno dopo la rotta degli austriaci a Bitonto, e già toccavano i nove nel 17524, al momento della compilazione generale del catasto5; di lì a poco, essi avevano occupato tutto il fondo e le coste del vallone, rivestendole interamente di fabbricati6. A più che cento anni di distanza, Rionero non è se non quello, che gl’immigranti di allora seppero, coraggiosamente, fare.

Nel 1763, cominciatasi a costruire, accanto alla cappella del Sagramento, la chiesa Madre, il clero invocò e ottenne dal vescovo don Teodoro Basta di essere ordinato in sacro collegio, sotto il titolo di San Marco evangelista, ultimo patrono di Vitalba, la cui festa – forse per ciò – observari debetur a tota dioecesi napollana7. Ma la innocente concessione ridestò nel capitolo di Rapolla, per il quale, a quanto sembra, i due popoli erano condannati dal fantasma del medio evo a odiarsi eternamente, tali e così accanite gelosie, che la Curia di Roma, morto monsignore, soppresse in erba la onorifica fondazione. Rionero se ne ebbe così a male, che intascato, nel 1772, un bel gruzzolo di cinquecento ducati dal cardinal di Monticchio, contro il quale esso era entrato in lite con Atella per il pagamento della bonatenenza8, e menato, per questa via, a buon termine l’edificio della chiesa, tanto tempestò i suppliche re Ferdinando IV di Borbone, e tanto gravò di memoriali il Cappellan Maggiore, che con decreto del 1º giugno 1793 non solo vinse la gara, rendendo colpo per colpo9, ma la «insigne collegiata» sua vie provvista della dote di seicento ducati annui, de’ quali una metà a carico della mensa vescovile, l’altra della commenda badiale10. – Quanta mai acqua era corso lungo il vallone della Melfia, dal 1330 alla vigilia della Rivoluzione, di cui doveva essere, nel 1799, seguace e vittima un monaco di Rionero, che la tavola necrologica della Repubblica Partenopea ricorda11!

Maggiori opere chiusero quel tempo avventuroso. Il 1805, con sentenza del 3 luglio della Regia Camera della Sommaria, l’università de’ cittadini ottenne, avverso il principe di Torella, l’abolizione del terratico su tutto il Gualdo: sentenza, che il 2 luglio e il 3 agosto del 1810 la Commissione Feudale riconfermò, insieme con il riconoscimento, contro il vescovo, di tutte le colonie costituitesi su’ terreni di provenienza ecclesiastica12. L’enfiteusi aveva già mezzo spezzato il feudo.

Elevato a Comune autonomo, e fatto sede di giudice, per effetto di quel decreto di re Gioacchino Murat del 4 maggio 181113, che riordinò la intera circoscrizione provinciale del Regno, Rionero tenne conto acceso con Atella fino al 1882, quando, in via amichevole, Atella consentì alla divisione del territorio giurisdizionale14.

Oggi, come a’ primi del secolo, forse meno di allora, esso è sempre un gran borgo, che pare s’incammini «a diventar città». Città, per modo di dire.

Note

1 O. BELTRANO,Breve descrizione delRegno di Napoli , Napoli, 1640.

2 G. B. PACICHELLI,Ilregno di Napoli in prospettiva, Napoli, 1703.

3 «Facciamo piena ed indubitata fede noi qui sottoscritti, sindaco ed eletti delCasale di Rionigro,…..che li suoi abitanti sono al numero di tremila e quarantacinque;…..che in esso è una sola parrocchia;…..che l’utile suo Padrone, signore diAtella, vi ha docati sessanta annui di focaggi e docati trenta per il suolo dell’abitato;….che vi sono due medici e un notaio,…..e il più de’ cittadini, taluni hanno case e vigne per loro proprio uso, taluni abitano nelli pagliai e nelle grotte, tutti, meno pochi artegiani, inclinati alla coltura della terra. E per essere la verità, ne abbiamo fatto la presente scritta, robborata con l’Universal suggello.Rionigro, lì 28 giugno 1735». R. M. GAUDIOSI,Descrizione della provincia diBasilicata , Ms. XIV, D. 39 della Bib. Naz. Di Napoli. – Il suggello della Università è lo stemma di San Paolo (un braccio con la spada in mano) de’ benedettini diMonticchio.

4 «Rionero è terra oggi cresciuta in numero di vicino a nove mila persone molto benestanti, con moltissimi ancora ricchi ed assai civili, di famiglie venute tutte da fuori». G. B. ARANEO,Vita del Gran Servo di Dio Giambattista Rossi arciprete diRipacandida , Napoli, 1752, p. 62.

5 «DOMENICO CARACCIOLO, PRINCIPE DI TORELLA, DUCA DILAVELLO, MARCHESE DIBella, SIGNORE DELLE CITTÀ DIVENOSA,RAPOLLA E FRIGENTO, DELLE TERRE DIATELLA,BARILE EBARAGIANO, DE’CASALI DI RIONIGRO, STURNO E DELL’ANGIOLO, DELLI FEUDI DI SANTA SOFIA,PLATANO ECALDANE, ecc. Noi sindaco ed eletti del Casale diRionero, oggi, giorno di domenica, ultimo di settembre, ottenuta licenza el rev. Vicario Foraneo, precedenti pubblici bandi ne’ soliti e consueti luoghi del Casale per il Pubblico Parlamento da farsi su l’elezione di sei Deputati, due del primo ceto de’ Civili, due del secondo ceto de’ Mediocri e due del terzo ceto delli Inferiori, e di quattro Apprezzatori di campagna per la confezione del catasto di questo Casale, coll’assistenza dell’attuale Governatore della terra diAtella, abbiamo proceduto a tale elezione, dopo esortati tutti i cittadini a voler liberamente, ogni uno, dare il suo voto, affinché sortisca tale elezione in persone probe, intiere, timorate di Dio e bene intese del territorio (Seguono i nomi degli eletti). In forza di che,Nos de regimine UniversitatisCasalis Rivinigri , alguzzini e servitori di questo Casale col presente vi dicemo et ordinamo, che dobbiate intimare alle soprascritte persone la nomina avvenuta, e fare loro ordine, sotto pena d’once d’oro venticinque, acciò che per quanto hanno cara la grazia del Re, dio guardi, si conferiscano avanti di noi nella giornata di domani primo ottobre, per eseguire quanto loro sarà dato incarico in servizio del Pubblico. Dato inRionero, li 30 settembre 1748». (DagliAtti preliminari del Catasto Onciario del Regno dell’Arch. di Stato di Napoli, vol. 5529, fol. 6 a 8).

6 «Rionero, sebbene sia di tanto fresca data, che non oltre oltrepassa un secolo, pure oggi, e per gli edifici, e per la popolazione, e per l’abbondanza de’ viveri, passa per il miglior paese della Provincia». TATA,Lettera sul monteVulture , Napoli, 1778, p. 40. - «Gli abitanti ascendono in oggi a dieci mila, ed hanno un esteso commercio con le province limitrofe». GIUSTINIANI,Diz. geog. delRegno , Napoli, 1804, tom. VIII, p. 6. - «Più popoloso della stessaMelfi e d’ogni altro comune del Distretto, è colto, ricco, fiorente, industrioso paese; vi si lavora energicamente il ferro, e ci ha a dovizia i comodi di vita». MALPICA,LaBasilicata , Napoli, 1847, p. 179.

7 L. CARAFINI,Epis. Melph., Constit. Synod., Roma, 1625.

8 G. TROIANO,Per l’Università diAtella , 29 aprile 1776; V. PELLEGRINI,Per l’Università del Casale diRionero , 6 maggio 1776.

9 «Sabato 8 corrente (giugno 1793) giunse qui inRionero lettera di S. V. con la prospera notizia, e la domenica immediata si celebrò messa solenne, si cantò il Te Deum e si spararono molte batterie, in rendimento di grazie al Signore. Il lunedì poi si spedirono due della Collegiata a darne parte a Monsignore, con l’idea di darne anche parte alla cattedrale diRapolla. Ma il fatto si fu, che mentre essi erano inMelfi presso Monsignore, il qualenon bene sentit, perché parziale ed inclinato versoRapolla, e che loro diceva: io ne avrei piacere, ma non è cosa per ora, ci vuol tempo, e poi dovrò io fare la vostra Collegiata, sopraggiunsero due canonici diRapolla, i quali fecero presente a Monsignore li di loro risentimenti. Per questo essi tacquero, nel ritorno, aRapolla, anche perché inRapolla seppero, che vi si tengono continuamente sessioni e conclusioni capitolari, per fare aRionero tutte le possibili ostilità». Arch. di Stato in Nap.,Curia del Capp. Mag., pand. 1ª, fasc. 59, processo n. 627.

10 ARANEO, ib., p. 198. - «Due sole vie possono condurre al sostentamento della Collegiata diRionero; la prima, che la mensa diMelfi, la quale ha di rendita sedici mila ducati, che si consumano in eccessivo e voluttuoso mantenimento de’ vescovi pro tempore, i quali praticano il lusso di avere venti cavalli di carrozza nella stalla e un appartamento nobilissimo nella Capitale, somministri qualche piccola somma annua; la seconda, che si tolga un’offa dalla non faticata rendita di annui ducati diecimila circa della badia diMonticchio, che i coloni diRionero contribuiscono a formare, perché essi ne coltivano i terreni, e che invece i cardinali commendatari graziosamente si godono nell’alma città di Roma, senza neppure il peso di biascicare un semplice requiem aeternam in suffragio di chi loro donò tanto».Brieve nota pel Clero diRionero al Supremo Tribunale della Regal Camera di Santa Chiara, 1782, Ms. della Soc. Stor. Nap. (XXV, C, 23).

11 M. D’AYALA,La vita di Michele Granata, professore nell’Accademia Militare, provinciale de’ Carmelitani, martire della libertà, Napoli, 1876.

12 Bullettino della Commissione Feudale, an. 1810, n.7 e n.8.

13 Bullettino delle leggi del Regno, an. 1811, n. 104, p. 230.

14 Nuova circoscrizione del Comune diAtella , doc. leg. raccolti daG. Fortunato, 1882, p. 15.