Vincenzo Atellani (Matteo Bandello, Novelle III 34)

Matteo Bandello, Le novelle, a cura di G. Brognoligo, Bari, Laterza, IV, 1911

1544-1573
Lelio Camassa, Fulvio Delle Donne
aracne ara47

Informazioni sul Documento

Data del documento: 1544-1573

Forma del manoscritto: modern_print

Funzione: narrative

Fonte: literary

Testo del Documento (Italian)

1544-1573

Il Bandello a l’illustre signora Ippolita Marchesa di Scaldasole salute

Accadono spesso certi casi impensati, che inducono molti in grandissimi perigli, e massimamente se l’uomo talora si ritruova tra gli stranieri e non intenda la lingua loro né si sappia far intendere. E ragionandosi di questi accidenti in Milano in casa de la molto illustre e vertuosa signora Ginevra Bentivoglia, moglie de l’illustrissimo signor Galeazzo Sforza signor di Pesaro, ove fu detto d’un soldato italiano che in Bertagna, per non esser inteso né sapendo parlar bertone, fu ferito e in gran periglio de la vita, messer Federico Crivello, giovine nobilissimo e discreto, narrò uno strano accidente avvenuto al signor Girolamo de la Penna, essendo esso Federico in Polonia con l’illustrissimo signor Prospero Colonna. Onde avendolo io scritto, il nostro messer Vincenzo Attellano m’ha pregato per parte vostra eh’ io ve ne volessi far copia. Onde essendovi di molto maggior cosa tenuto, non solo di questa novella vi faccio copia, ma quella al vertuoso vostro nome dono e consacro, la quale degnarete umanamente accettare. Ma che prego io? Se voi séte la umanità istessa e la cortesissima de le più cortesi, non m’accade dubitare che voi queste mie ciancie non riceviate umanissimamente. State sana.