Informazioni sul Documento
Data del documento: 1902
Forma del manoscritto: modern_print
Fonte: documentary
Testo del Documento (Italian)
1902
È con vero compiacimento che rileviamo il risveglio nella nostra è deputazione Politica per i problemi più gravi, che riguardano la Basilicata.
L’on. Mango, che ha saputo sempre addimostrare tanto attaccamento per la Provincia e pel suo Collegio, risollevando un anno fa la questione, che pareva già morta, della ferrovia Lagonegro - Castrocucco, la quale era di chilometri 37, ha saputo – sia facilitando il compito della Commissione Governativa, sia discorrendone ripetute volte alla Camera, ove ha mantenuta viva l’agitazione – con la costanza e l’energia, che sono proprie del suo carattere, ottenere la sostituzione con la Lagonegro - Castrovillari, che sapeva gli 80 chilometri seguendo il tracciato breve, e 112 se quello della valle del Sinni.
Dalle assicurazioni del Ministro sembrava per questa ferrovia e per le altre calabre già vi siano offerte concrete, ed anche ieri l’altro i giornali lo hanno confermato assicurando avere un noto banchiere fatta formale richiesta per costruirle, offrendo una cauzione di lire 800 mila.
Intanto riproduciamo dal Resoconto stenografico della seduta di martedì 1 luglio della Camera dei Deputati il conciso per quanto importante discorso pronunziato dall’on. Mango nella discussione per le complementari.
Presidente . Ha facoltà di parlare l’onorevole Mango, che ha presentato il seguente emendamento:
Al n. 2 del paragrafo 2°.
«Qualora entro un anno dalla promulgazione della presente legge non fosse fatta la concessione della ferrovia Lagonegro-Castrovillari-Spezzano Albanese , il Governo provvederà a che essa avvenga mercè aumento del sussidio, o con altro modo adatto ad assicurare la costruzione della linea suddetta.»
Mango . Non m’indugerò con un lungo discorso, poiché è unanime il desiderio di venire ai voti, ed a me preme ci si venga. Presentai il mio emendamento all’articolo 1°, e con me altri colleghi di Basilicata e della Calabria, quando vedemmo che alla Lagonegro -Castrovillari Castrovillari non erasi fatta quella condizione di privilegio, che le veniva dal sostituire essa un’altra linea, la Castrocucco, che era compresa nella tabella 4 della legge del 1879.
Avremmo potuto chiedere che la costruzione fosse fatta direttamente dello Stato; ma non abbiamo voluto farlo in modo esplicito nell’emendamento, perchè la Camera ha ripetute volte addimostrato come non intenda assolutamente più consentire che lo Stato proceda alla costruzione diretta di ferrovie. Però abbiamo insistito che o con aumento del sussidio, - fissato in troppo esigua misura a lire 8500 a chilometro per 70 anni – o se non è possibile col sistema dei sussidii, sia pure derogandosi per questa linea al cennato programma di non farsi più costruzioni dallo Stato, venisse assicurata alle popolazioni del Lagonegrese e della Calabria una linea, la quale rappresenta il tardo adempimento ad un puro dovere, che l’Italia ha verso quelle regioni troppo a lungo neglette! (bene)
Non è stato certo senza sorpresa e rincrescimento che io e gli altri colleghi firmatari dell’emendamento, abbiamo notato che mentre la relazione dell’onorevole Giusso aveva, a nome della Commissione, presentato proposte per la Lagonegro - Castrovillari tali da assicurarne la esecuzione, invece si è fatta una posizione privilegiata ad altra linea come l’Aulla-Lucca in quella Italia del Nord, che trova modo di aver sempre la dritta, anche quando più diciamo di volerci occupare del Sud.
Ed anche tra le ferrovie Calabre si è dato un sussidio maggiore alla Cosenza - Paola la quale non ha certo nè la importanza della Lagonegro - Castrovillari, che allaccia ben tre Provincie, né ha i diritti derivanti a questa linea dal sostituire l’altra, sia pure più breve, compresa nella tabella A della legge del 1879.
Il desiderio che ha la Camera di votare questa sera la legge, m’impone non abusare della benevolenza con la quale voi, onorevoli colleghi, mi state ascoltando; e quindi non starò a parlare dei vantaggi di questa ferrovia, della quale per ben due volte ho parlato a lungo in questa Camera, e non invano, poichè, per quanto non con i privilegi sulle altre complementari, che a me sarebbero parsi spettarle, pure con la legge presente viene approvata una ferrovia da Lagonegro a Castrovillari, che prima era solo un’aspirazione.
Però è necessario fossimo assicurati che verrà una buona volta costruita, quale che ne sia la spesa.
Io, dopo quanto l’onorevole Sacchi e l’onorevole Pantano han testè detto sullo scartamento ridotto e su quello ordinario, non riaprirò questa questione. Solo affermo che sono contrario allo scartamento ridotto per la Lagonegro - Castrovillari, poichè credo indispensabile sia pel grande traffico, che su quella vi sarà, sia pure per il miglioramento dell’agricoltura, la quale ha bisogno di trasportare i suoi prodotti sopra vagoni, che possano transitare su tutte le ferrovie – che essa sia fatto a scartamento ordinario anche se debba applicarsi il sistema economico, che per parecchie linee fa già buona prova. Ma lascio al Governo la responsabilità di adottare l’uno scartamento o l’altro, specialmente dovendo esso guardare l’importanza strategica della linea, e passo oltre, giacchè anche la Camera ha addimostrato, che per nostre ferrovie meridionali, non vuole accordare altro che lo scartamento ridotto. Però se si venisse a riconoscere essere un errore per la Lagonegro - Castrovillari, non si badi ad un po’ di spesa maggiore, e pensando come valga sempre la pena farla quando si tratta nella difesa nazionale, si adotti lo scartamento ordinario.
A me premeva fissare che questa linea per disposizione del Parlamento si dovesse costruire assolutamente, quale che sia l’onere che sarà per importare, poichè il compirla è atto di stretta e pura giustizia verso popolazioni benemerite, e che per conseguenza se le 8,500 lire concesse a chilometro non bastassero, dovesse elevarsi il sussidio fino alla misura necessaria per vederla eseguita. Le dichiarazioni dall’onorevole ministro Balenzano fatte oggi, confortate dalla parola del relatore Finocchiaro-Aprile sul dovere di elevare i sussidi per la Lagonegro - Castrovillari e per le altre linee calabresi nel caso che quello fissato nella legge non bastasse come pure il fermo proposito, addimostrato da essi di fare che tali ferrovie si costruissero davvero, non mi danno più il diritto di insistere sul mio emendamento, che tendeva proprio a questo scopo. E poichè il ministro dice di ragioni per assicurare che le lire 8,500 di sussidio chilometrico bastano; e se non bastano, egli soggiunge, le aumenteremo assolutamente, non sono io certo che posso dire non esser ciò vero, nè potrei ripromettermi che la Camera votasse il mio emendamento, la cui finalità potrebbe del resto rimaner compromessa in caso fosse respinto. Quindi solo in vista delle anzidette assicurazioni del ministro, non insisto nel mio emendamento, dichiarando avere piena fiducia nell’azione e nella lealtà del Governo (Approvazioni).