L’on. Mango quale uomo politico

La Basilicata – Giornale Politico-Liberale, Potenza, a. I n. 8, 2 marzo 1902, p. 1, Tipografia Carlo Spera.

1909
Carmine Cassino, Fulvio Delle Donne
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Informazioni sul Documento

Data del documento: 1909

Forma del manoscritto: modern_print

Fonte: documentary

Testo del Documento (Italian)

1909

Poiché è atto di vera educazione politica il sostituire agli apprezzamenti senza base quelli che dettano i fatti e le date ne piace rilevare che venuto l’onorevole Mango alla Camera combattuto strenuamente nel 1900 dall’onorevole Pelloux, scelto il suo posto in quel settore di sinistra ove allora sedevano gli onorevoli Zanardelli e Giolitti, il primo fino alla sua morte, ed il secondo fino ad oggi, quasi ininterrottamente, non avrebbe potuto essere un versipelle politico, per uno strano bisogno di acrobatica parlamentare, votare contro i Ministeri del suo partito saltando a piè pari su altri stalli.

Punto più poi sarebbe stata riprovevole in defezione dal suo partito, quando con l’avvento dello Zanardelli al potere, a seguito dei discorsi dei quali in altro articolo diciamo, il primo cronologicamente sotto il Ministero Zanardelli essere stato pronunziato dall’on. Mango, si vide affermata come piattaforma di Governo non solo la quistione Meridionale, cominciando da quella della Basilicata, che dettero, poi, le varie leggi su di essa, sulla cui utilità, se è lecita ogni discussione, non lo è però, se si resta in buona fede, sulla energia di quei Deputati che la provocarono e la difesero. Ma è dimostrato non da quei discorsi parlamentari, che sono pur le sole armi elevate di cui può disporre un parlamentare, ch’essi si sforzarono migliorarla, battendosi sopra emendamenti che il Governo e la Camera accettarono, perché implicavano spese molto superiori a quelle che la potenzialità del bilancio rendeva in quei momenti accettabile. Ma è ancora vivo il ricordo dell’azione energica spiegata dall’onorevole Grippo quale relatore, e dall’onorevole Mango quale segretario della Commissione, in occasione dell’ultima legge sulla nostra provincia, perché ora non dovessimo rivelarla, ricordando che per quanto della Commissione l’on. Mango giusto le dichiarazioni fatte in seno ad essa, sostenne quegli emendamenti che il Governo era stato esitante ad accettare difronte alla Commissione.

Ma il ministerialismo dell’on. Mango ha avuto però due parentesi importantissime che valgono esse stesse e da sole a dimostrare che quando esse non si trovavano all’unisono con profonde sue direttive, non esitava a staccarsi dal Governo. Ed egli votò, e soprattutto parlò contro il Governo. E non furono due temi analoghi ad un ritardo di treni, ma in tema di politica estera, specialmente la coloniale, e politica militare.

È noto che 3 dei Deputati di Basilicata soltanto accompagnati da scarsa minoranza alla Camera si unirono alla estrema sinistra per votare contro la espansione del Benadir, furono gli Onorevoli Fortunato (….?) che voleva trovare le chiavi del Mediterraneo nel Mar Rosso portaro ad Adua, ve ne è d’avanzo nell’Argentina e nel resto di America, e forse in Basilicata ed in Calabria, colà di colonie, e qui di terre desolate, per dover estendersi nel Benadir!

Ma l’on. Mango dimostrando non solo un alto intuito politico, ma una grandissima agilità del suo ingegno, pronunziava nella tornata del 30 novembre 1907 un discorso importantissimo sul reclutamento dell’esercito sostenendo uno al Generale Marazzi, e soli, quella ferma biennale, che resta una aspirazione di molti, e forma uno dei capisaldi pieni di attualità del programma dell’estrema sinistra. In quel suo discorso l’on. Mango liberamente rimproverava al Ministero di non aver mutato col sistema di reclutamento la ferma riducendola biennale, e pronunziò uno schietto discorso di opposizione.

Ma un ultimo rilievo occorre fare con dati di fatto sull’opera intellettualmente elevata dell’on. Mango, ed è che fra le discussioni memorande della legislatura che testé è finita di vivere, fuvvi quella intorno allo sgravio del Debito Ipotecario e Crediti Fondiarii ne quali questioni delicatissime di dritto privato si innestarono a intricati problemi di politica finanziaria. Vi furono circa 40 oratori, ed esordirono con profondi discorsi Deputati allora nuovi quali Guarracino, Marghieri ed altri nostri.

L’onorevole Mango, nella tornata 23 febbraio 1905, pronunziava come già avevano fatto il Lacava ed il Gianturco, uno dei discorsi migliori, che gli guadagnarono l’alto onore di essere nominato, nella tornata 28 febbraio 1905, componente la Commissione, insieme a parlamentari che rispondono ai nomi di Chimirri, Fortis, Maggiorino, Ferraris, Gianturco, Lacava, Majorana, Marsengo, Bastia, Salandra.

E ci piace in questa occasione rievocare, la memoria di Emanuele Gianturco, che, assistito dal Mango redigeva un volume di relazione sul nuovo diritto ipotecario, che resta forse il più grande monumento della sua dottrina di giurista in relazione all’opera legislativa.

Non abbiamo voluto fare commenti; abbiamo preferito che fosse giudice sereno degli uomini politici la storia parlamentare; il pettegolezzo lasciamolo agli ambienti da caffè. Ma giudichiamo gli uomini da quel che fanno e che sanno fare, così non resteremo sorpresi quando vedremo che a parlamentari ancora fra i più giovani, quali Camillo Mango, non ha potuto contrapporsi alcun competitore.