La centrale di Nemoli

"La Basilicata nel Mondo", a. II, n.7 (nov.-dic.1925), p. 363.

1925
Carmine Cassino, Fulvio Delle Donne
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Informazioni sul Documento

Data del documento: 1925

Forma del manoscritto: modern_print

Fonte: documentary

Testo del Documento (Italian)

1925

Un altro grande impianto idroelettrico sta per sorgere in Basilicata, un nuovo trionfo della capacità tecnica della nostra Regione: quello di Nemoli.

I lavori sono a buon punto e procedono con alacrità. La centrale elettrica è quasi ultimata nella costruzione esterna. L'architettura industriale, così povera di risorse, è stata magistralmente sfruttata dal progettista ing. Migliaccio sì da ricevere l'impressione di avvicinarsi a una costruenda villa. Internamente, I lavori procedono alacri. Ultimato è il solaio, sul quale verrà posto il quadro, mentre lo spazio per le dinamo, scavato nella roccia viva, è quasi pronto. Queste, già commissionate con altro materiale meccanico ad una importante ditta di Milano, sono in arrivo. A fianco all'edifizio, per la centrale, v'è la casetta per gli operai, semplice e limda come una chiesuola. Il canonico Mennuti, magnifico ideatore del lavoro, e l'ingegnere Migliaccio non meno magnifico esecutore, sono veramente superiori a tutti gli elogi.

Il bacino, dalla capacità di circa 2000 metri cubi, nel quale dovranno affluire le acque di due torrenti: la Ramiera ed il Sonante, e che dovrà servire da regolatore del complesso, per supplire alle eventuali deficienze, è già anch'esso quasi terminato. Le acque saranno incanalate in tubi di lamiera di acciaio, per un percorso di circa 4 km., presentando un dislivello, fra bacino e centrale, di oltre 300 metri. Anche il bacino, la casa per il custode, il canale di affluenza sono ideati e finiti in un modo davvero encomiabile. Il canale di defluenza non è ancora ultimato (le turbine Pelton — adatte per le cadute rilevanti — non saranno messe in opera). C'è speranza però che tutto l'impianto possa entrare in funzione verso il maggio o il giugno prossimo.

Il preventivo di quest'opera grandiosa, che servirà in parte a sfatare la leggenda, alimentata dal nord, sull'incapacità industriale e costruttiva del sud, è di appena tre milioni, mentre l'energia che si potrà ricavare dall'impinato sale a 5000 HP nominali, 3000 effettivi, pari (essendo di 3000 L. il costo di un H. P. nominale di energia) a ben 15 milioni. Così, non solo si verrà a dare la luce a Rivello, San Costantino ed ai paesi limitrofi a Sapri, e probabilmente la forza motrice alla costruenda (ma fino a quando costruenda?) Lagonegro - Castrovillari, la cui trazione diventerebbe elettrica, ma si sarà anche realizzato un congruo guadagno per gli azionisti. Ai quali, per la fede sicura nella riuscita del lavoro e per lo slancio generoso con il quale hanno contribuito a che un'idea ardita diventasse luminosa realtà, va tributato un grazie vivissimo. La forte terra lucana ha bisogno di questi uomini per redimersi e per riconquistare il suo posto in Italia e nel mondo.

Essa, non ricca di acque, ma di numerosi salti utilizzabili, atti, per particolari condizioni del suolo, ad essere trasformati in potenti cascate, deve riporre il suo pensiero verso le proprie forze idrauliche. Là risiede la soluzione rapida ed economica di tutti i problemi che urgono su queste povere popolazioni; le quali devono plaudire ad ogni iniziativa che, come quella del can. Mennuti, serve a migliorare le condizioni economiche. È da parte del governo, se davvero si vuol dare a noi un'ennesima parte di quello che da tanti anni ci si toglie, per rigettarlo poi con munifiche elargizioni nelle ubertose pianure del Nord, non solo devono essere incoraggiati questi singoli sforzi, ma promossi studi di indole generale che servirebbero a far costruire per tutta la regione una rete di impianti idroelettrici atti ad alimentare progettate tramvie ed opifici; ad illuminare paesi, a muobere mulini. Ma quando questo nostro sogno sarà realtà?