Una descrizione di Lagonegro

L. Petagna, M. Tenore, G. Terrone, "Viaggio in alcuni luoghi della Basilicata e della Calabria Citeriore, effettuato nel 1826", Napoli, nella Tipografia Francese, 1827, pp. 28-30

1827
Carmine Cassino, Fulvio Delle Donne
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Informazioni sul Documento

Data del documento: 1827

Forma del manoscritto: modern_print

Fonte: documentary

Testo del Documento (Italian)

1827

Lagonegro è situato nel centro di un bacino di monti, in mezzo de’ quali scorre il torbido, giustamente così chiamato per le acque limacciose e brune che trasporta. L’antico paese era secondo il solito fabbricato su di un erto monte, ove rimangono tuttora diverse abitazioni, e la chiesa comunale. Con miglior consiglio successivamente il paese è venuto a stabilirsi nell’alto piano che attraversa parte di questa vallata; cosicché al presente gode di più amena situazione in un luogo piano, decorato di vasta piazza, e di molte moderne abitazioni.

La natura di questi monti è tutt’altra di quella della limitrofa provincia di Principato Citeriore. Essi sono principalmente composti di schisti argillosi, e le colline ad esse addossate son quasi tutte vere argille. I terreni, che loro sovrastano non sono perciò i più felici per l’agricoltura, e la situazione istessa del paese rendendone il clima rigido per gran parte dell’anno, ne accresce la sfavorevole condizione; malgrado ciò, il contorno di Lagonegro è coltivato dappertutto, e ad eccezione degli ulivi, che difficilmente vi allignano, non vi mancano vigne e colture di cereali e di ortaglie; i frutti a nocciulo vi scarseggiano e solo vi riescono le ciliegie. Abitando un suolo ingrato, questi cittadini si sono perciò rivolti alla pastorizia ed alle manifatture. Oltre a 30.000 pecore compongono la massa della pastorizia di questo distretto; per esse conservasi il metodo della pastorizia errante, e perciò nell’inverno si portano gli armenti a pascolare lungo le marine di Policoro. Questa industria comincia a rilevarsi dalle perdite sofferte; giacché altre volte oltre a 100.000 pecore formavano la base della pastorizia di quel distretto. Molto si lavora la lana per fabbricarne panni e cappelli, e di questi due articoli si fa sufficiente commercio anche fuor del distretto. Un alloggio meno infelice tra quei che si trovano lungo la strada di Calabria, riceviamo alla locanda del così detto Milordo.

Lagonegro è il capoluogo di un distretto molto vasto, ma ha il rimprovero di trovarsi collocato in una dell’estreme punte del medesimo. Estendendosi fino alla marina di Policoro sul Ionio, di grande incomodo riesce agli abitanti di quelle rimote contrade, dediti specialmente al cabotaggio, di frequentarne il capoluogo. I fiumi che lungo quel tratto di strada s’incontrano debbono spesso nell’inverno interrompere interamente il traffico.

Tra i prodotti di questo distretto meritano particolar menzione i suoi squisiti vini. È quistione tra gli eruditi, se i famosi vini lagarini celebrati da Plinio, debbano a queste contrade riferirsi; certo è, che quelli di questo distretto sono dilicatissimi. Tra essi la preferenza suole accordarsi ai vini di Chiaromonte, di Calvara e di S. Angelo.