Informazioni sul Documento
Data del documento: 1827
Forma del manoscritto: modern_print
Fonte: documentary
Testo del Documento (Italian)
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1827
Dopo un’ora e mezza di penosa strada ci siamo trovati sul piano, presso lo sbocco della nuova strada del Galdo, ove gran quantità di pietra da taglio è preparata per la costruzione di un ponte. La qualità della pietra è la stessa di quella che abbiam veduto lavorarsi all' altura di Lagonegro, nel punto ove prende origine questo nuovo braccio di strada. Questa pietra è sempre calce carbonata compatta bigia con venucce di calce carbonata bianca, di cui questi monti abbondano nella separazione delle montagne di transizione dalle secondarie, e che debbono considerarsi soprapposte ai monti primitivi, i quali non possono manifestarsi, perché coperti da per tutto da queste successive formazioni.
La strada attuale, che chiameremo vecchia taglia ad angolo retto la nuova strada del Galdo, la quale si avanza, radendo le falde de' continui monti; e così innoltrasi in dritta linea parallelamente all'antica. Meritava quest'ultima di esser condannata per i suoi continui tortuosi giri, non men che per trovarsi su di un terreno argilloso estremamente mobile, soggetto a continui dilamamenti, e che allagasi nell' inverno. Eleganza, magnificenza e solidità concorrono a render bellissimo questo tratto di nuova strada, che tra pochi mesi sarà aperto al commercio; essa è due volte più grande dell'attuale; bei ponticelli di pietra da taglio ne cavalcano gli scoli delle piovane, e così in un piano dolcemente inclinato, lungo le falde dei monti continuasi per tutto il campo del Galdo.
Alle due pomeridiane noi siamo nel centro di quest'alto piano, non gran fatto diverso da quello di Campotenese, e degli altri che successivamente s'incontrano, attraversando questa catena di monti. Una sorgente di acqua, detta la fontanella, opportuna per abbeverare gli armenti scaturisce ivi dappresso. Il resto del paese è denudato di alberi; cosicché dai monti che lo circondano, precipitose scendono nell'inverno le acque che lo inondano da per tutto. Il suolo per essere coperto delle crete che vi trasportano gli alluvioni non è il più felice per la coltura; malgrado ciò, tutto, ne' siti meno bassi, vedesi seminato di segala e di frumento; e ne' siti piani prospera il granone. Tutti questi campi sono sparsi di tuguri, presso de' quali ne' siti più elevati errano greggie di pecore. Questi tugùri per esser sempre costrutti di fabbrica e coperti di tegole, e quasi sempre di fresco imbiancati, fanno fede dell’agiatezza de' loro padroni. Capanne o così dette pagliaie, né di secchi steli, né di zolle formate, come se ne veggono dapertutto, anche ne' più ricchi paesi, non abbiam veduto finora; ma invece di esse, sono questi campi sparsi di punti bianchi, che non si tarda a riconoscere per casucce di pastori o di coloni.