Da Rivello a Castelluccio, passando da Lauria

"Guida d’Italia del Touring Club Italiano, vol. III – Campania, Basilicata, Calabria", Milano 1928, pp. 722-725, passim.

1928
Carmine Cassino, Fulvio Delle Donne
aracne ara30

Informazioni sul Documento

Data del documento: 1928

Forma del manoscritto: modern_print

Fonte: documentary

Testo del Documento (Italian)

1928

La valle a destra, ampia, verde, ricca d’acque, popolata di pioppi, di ontani e di salici, dà una inattesa impressione di freschezza anche in piena estate. Nell’intaglio della Colla fra Monte Coccovello e Monte Crivo m. 1288, la vetta più alta della Serra le Grotte, dove passa la carrozzabile per Maratea, si intravede un istante un settore di mare, e così poco dopo, nell’apertura della valle del Noce verso S fra Serra Pollino m. 1080, col santuario della Madonna del Soccorso, e Monte Messina m. 1025. Sono in vista Rivello; più a sinistra, quasi in fondovalle, Nemoli e, più lontano, Trecchina; di fronte, in basso, Lauria, addossata alle pendici della Serra S. Elia. La strada sovrappassa la ferrovia Calabro-Lucana e, giunge, km. 13.7, a Pecorone m. 778; a sinistra, carrozzabile per Latronico e stazione Nova Siri. Traversata la ferrovia e lasciata a sinistra la Stazione Pecorone, si discende verso Lauria. La carrozzabile, tagliata in roccia, offre, come da una balconata, una magnifica vista sulla conca di Lauria, sparsa di villaggi e di casette fra campi e boschi. A sinistra la villa Pisani, con una piccola tomba piramidale. Al km. 18.5, m. 560, Taverna di Lauria; a destra, carrozzabile per Lauria, Maratea e Acquafredda.


[…]


Si scorge a destra Lauria Superiore, coi mozziconi di mura del suo castello, che fanno corpo colle rocce scoscese. La strada s’interna nella valle del torrente Cafaro. A sinistra, grandioso viadotto della ferrovia, poi Stazione di Lauria. La valle s’apre un poco, mostrando qualche lembo di ceduo in fondo ai brulli pendii; di fronte una successione di groppe brulle che si riallacciano a sinistra al Monte la Spina e a destra al Monte Messina. Km. 21.5, m. 654 Taverna del Postiere, con una cappella. Si sale fino a quota 700 c. (a sinistra, il massiccio del Sirino) al piano della Menta, in parte coltivato, per discendere, sovrappassata la ferrovia, al Campo del Galdo, piana abbastanza larga, a prato e a granturco, mentre gli orli sono a grano. La strada si mantiene sull’orlo N del piano, risalendo a una sella fra il boscoso Monte Capillo a sinistra e il brullo Monte Fossina. Da quota 829 ha inizio, presso un casello della ferrovia, la discesa nella boscosa valle del Rubbiolo, che confluisce in quella più ampia del Mercure, formando il fiume Lao. Qua e là, erosioni e frane. Si sovrappassa la ferrovia e si discende fra grandi castagneti, avendo di fronte il Pollino. A sinistra, su una punta rocciosa, la cappella di S. Maria della Zaccana. Km. 33.3, m. 620, bivio a sinistra per Castelluccio Superiore.


- Carrozzabile km. 1.8, che sale a Castelluccio Superiore m. 700, ab. 1281, complessivamente 2486 (alberghi: Italia ; Memore ; Bevilacqua ), già unito a Castelluccio Inferiore. Fu feudo dei Sanseverino, poi dei Palmieri, dei Cicinelli e marchesato dei Pescara di Diano. Nel 1799 il capitano borbonico Sciarpa vi sconfisse il capitano calabrese Giuseppe Schipani.


La valle s’infossa in terreno franoso, rivestito di querce, sboccando poi in vista di Castelluccio Superiore, addossato al monte, in posizione dominante l’aperta valle del Lao. Km. 36 Castelluccio Inferiore m. 490, ab. 2195, complessivamente 2267 (alberghi: Brandi ).


- Già unito a Castelluccio Superiore, ne seguì le vicende, pure essendo con esso in lotta. Si sale per una stretta e tortuosa via. A destra, la Chiesa Madre ( San Nicola di Bari; nell’interno, bel coro ); a sinistra il Palazzo feudale. Nel territorio, sulla destra del Lao, delle rovine che si ritengono dell’antica Tebe Lucana, distrutta dai Tarentini; negli scavi sono stati trovati sepolcri, vasi, idoli, monete.


Uscendo in direz. E (vista a destra sull’amenissima conca), si svolta subito a destra, in discesa, davanti alla cappella di San Tommaso (fontana), verso il fondovalle del Lao. La conca, che si stende da prima di Castelluccio, a circa 2 km prima di Mormanno, era, all’inizio del pleistocene, occupata da un lago.