Lettera di Fortunato a Francesco S. Nitti

"Carteggio", vol. II – 1912-1922, a cura di Emilio Gentile, Bari, Laterza, 1979, p. 378

1921-03-25
Carmine Cassino, Fulvio Delle Donne
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Informazioni sul Documento

Mittente: Fortunato, Giustino, 1848-1932

Luogo di invio: Napoli, Campania, Italy

Destinatario: Nitti, Francesco Saverio

Data del documento: 1921-03-25

Forma del manoscritto: modern_print

Genere: epistolography

Funzione: information

Fonte: literary

Testo del Documento (Italian)

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1921-03-25

Napoli, 25 marzo 1921


Caro Ciccio,


prima che io me ne dimentichi, desidero tu sappia i nomi di que’ di Rionero che tu devi sapere, nel caso che tu vada a Rionero. Io spero di poter uscire di casa, e di venire da te, prima che tu parta. Ma, per ogni buon fine, è bene io te ne faccia avvisato fin da ora.

Il sindaco, dunque, è un giovane medico, il dott. Michele Libutti, assai buono, assai mite anzi, ed educatissimo. Ha fatto il dover suo in guerra, e voglia Iddio che a lungo resti a capo del Municipio.

Consigliere e deputato provinciale (solo borghese tra’ cinque consiglieri provinciali dell’ex collegio di Melfi) è l’avv. Giuseppe Brienza, colto ed onesto, e buon parlatore, amico del sindaco. Egli è cugino del notar Eugenio Brienza, già sindaco, persona correttissima e veramente seria.

Il pretore è un calabrese della provincia di Reggio, non cattivo, no, ma uno di quegli esercenti di pretura, che Mortara ebbe la infelice idea di nominar pretori. Vice-pretore è l’avv. Michele Mennella, ottimo uomo, e colto, fratello del General Medico Arcangelo Mennella andato a riposo e dimorante a Roma, largo nipote de’ Pennella. Forse e senza forse, il più buono tra tutti. Professionista in alquanta competizione col Brienza.

Quinto ed ultimo, il geometra, giovanissimo, Raffaele Catenacci, presidente della sezione de’ combattenti, cui si dee se nell’ultimo Congresso Tizio e Caio non abbiano ottenuto quel che volevano, e che, per ciò, è stato beffeggiato dal giornalaccio «Il Rinnovamento Lucano». Buonissima pasta d’uomo, ed onesto, mio compare, ma figlio di Pasquale Catenacci, anche lui onesto, nipote per madre de’ Longo.

Se non andrai a Rionero, quasi certamente a Melfi ti imbatterai col Sindaco e con Giuseppe Brienza. Se a Rionero, certamente con tutti e cinque.

È inutile dirti, che la nostra casa è a tua disposizione. Non hai che a dirne parola a Donato La Rotonda, nostro Amministratore, che tu conosci, e che certamente, se vai a Rionero, ti verrà incontro.