Chi era Camillo Mango?

«Camillo Mango», in La Basilicata – Giornale Politico-Liberale, Potenza, a.I n. 8, 2 marzo 1902, p. 1, Tipografia Carlo Spera.

1909
Carmine Cassino, Fulvio Delle Donne
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Informazioni sul Documento

Data del documento: 1909

Forma del manoscritto: modern_print

Fonte: documentary

Testo del Documento (Italian)

1909

1 Uno dei più chiari ed eminenti personaggi del Uno dei più chiari ed eminenti personaggi del Mezzogiorno, non solo per le sue qualità di uomo pubblico, ma altresì come giurista ed avvocato, è il Comm. Mango. Egli nacque a Potenza da uno dei migliori patrioti di Basilicata, dall’avv. Giuseppe Mango, che indomato contro la tirannide Borbonica, dalla prigionia politica dopo il 1848, serenamente scontata nello storico carcere di Santa Maria. Appartenente uno al Settembrini, al Poerio e ad altri sommi, alla prodittatura, in nome del Generale Garibaldi nel 1860 nobilmente tenuta nel Lagonegrese, tracciò il suo nome a caratteri d’oro nella storia del Risorgimento Italiano.

Avendo l’on. Mango da tale padre ritratta, con l’integrità del carattere, altresì l’avversione ad ogni genere di tirannia, invitò dai suoi anni giovanili nei partiti liberali e democratici, portandovi con una parola chiara ed incisiva, una nota di costante praticità.

Laureatosi in legge non ancora ventenne, si recò poco dopo a Londra ed a Berlino per compiervi la sua educazione. Cultore delle scienze finanziarie militò anche nel giornalismo, distinguendosi per profondi articoli in materia bancaria, onde a soli 23 anni venne eletto, in sostituzione dell’ex ministro Ascanio Branca, componente del Credito Fondiario, vi lascò orme indelebile di rigidezza e previdenza.

Queste doti emersero anche meglio quale Assessore per la Finanza della città di Napoli, la quale ripetute volte, con votazioni successivamente crescenti fino a farlo riuscire primo fra gli 80 eletti, lo chiamò uscendo da ogni lotta sempre più forte ed immacolata in quella città così facile a demolire i suoi amministratori.

Nel 1900 Camillo Mango eletto dal Collegio di Lagonegro, entrò ne la Camera dei Deputati con programma di opposizione al ministero Pelloux, che aveva (…) alle libertà statutarie. Fresco di anni e di energia vi fu subito apprezzato per la sua cortese dignità e la eleganza nel dire, per la vivezza e versatilità dell’ingegno; scelto a far parte della più alta magistratura parlamentare, la Giunta delle elezioni ne fu subito eletto segretario.

Dotato di ampia coltura giuridica, ha raggiunto nelle materie civili uno dei primi posti nel Foro degli Avvocati napoletani, nel quale è altresì tipo della più scrupolosa rettitudine.

Filantropo vero, mirabilmente concordando a modello nella famiglia, non ancora aveva trenta anni allorché fu insignito della Commenda da Re Umberto che onoravalo di sua amicizia.

Per la sua operosità rigogliosa, ed avendo da poco oltrepassati i quaranta anni, egli avrà tempo di conseguire i più alti gradi della politica, se non lo tratterà, con il disdegno che sente per ogni abile manovra, la sua grande modestia.

Note

1 Dal volume degli uomini parlamentari, edito a Berlino dallo Eeksteins