Descrizione
‘benedetta la potenza di Dio, che si dimostrò magnifica a Potenza’. Così, Tommaso da Celano chiosa il miracolo avvenuto al chierico potentino Rogerio, che, non credendo alle stigmate di san Francesco, inizia a sentire un dolore lancinante nel palmo della mano e la ritrova con una piaga. Solo dopo essersi pentito per la propria incredulità, il santo lo risana., I vicoli attorno a Via Pretoria, le ville, i palazzi, il teatro, la casa-cappella del Beato Bonaventura, il Liceo Classico sono i luoghi dell’anima cantati nelle poesie di Gian Domenico Giagni, compagno di classe di Rocco Scotellaro e Giovannino Russo. Potenza è la «città fra paesi» descritta da Vito Riviello. Qui, ogni suono ha un indizio che il visitatore potrà cogliere ripercorrendo il sentiero sulle sponde del Basento., Per conoscere Potenza bisogna salire. Le sue strade si arrampicano sulla collina come fili tesi tra case, chiese e palazzi moderni. Una modernità che a volte tende a oscurare la sua storia architettonica, segnata da importanti testimonianze dei secoli passati. Ma anche in quella modernità slanciata sta la sua bellezza, e la sua singolarità. Pietra e cemento sono segni particolari di un contesto in cui la sfida alla verticalità è leitmotiv tra le generazioni.
Potenza ha conosciuto crolli e ripartenze, e forse per questo la sua bellezza è fatta di equilibrio e ostinazione. La sera, le luci risalgono la collina come una trama sottile, e la città sembra sospesa tra l’Appennino e il cielo. C’è chi la definisce severa, ma chi resta un po’ più a lungo scopre una realtà concreta, essenziale, dove la montagna non è sfondo ma forma interiore. Potenza non chiede applausi: chiede attenzione. È un luogo che cresce verso l’alto, ma che si capisce solo tornando a percorrerlo, passo dopo passo.